Il Tirreno

Altri 195 milioni per finire i lavori alla moschea

di Alessandra Vivoli
Altri 195 milioni per finire i lavori alla moschea

Iniezione di liquidità per il gruppo della famiglia Bin Laden Riparte la filiera apuana: boccata d’ossigeno per le imprese

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CARRARA. Una cifra record: 817 milioni di real. Tradotto in euro oltre 195 milioni.

Questa l’iniezione di di liquidità che, almeno sulla carta, dovrebbe permettere al gruppo Bin Laden di finire i lavori alla moschea della Mecca e all’aeroporto di Jeddah.

Una notizia che avrà forti ripercussioni sul comparto lapideo apuano dove la Cp Holding dei Bin Laden detiene la metà del pacchetto azionario del colosso Marmi Carrara: i 195 milioni destinati alla moschea e all’aeroporto consentiranno infatti una ripresa delle forniture di bianco e lavorati che ormai da anni rappresentano ossigeno per la filiera nostrana. La notizia arriva dal giornale “Arab news” che parla di un gruppo ormai fuori dalla crisi che lo aveva colpito nei mesi scorsi. Gruppo Bin Laden fuori dalla crisi. « Secondo gli esperti il Saudi Binladen Group, la più grande azienda operante nel settore delle costruzioni del paese, è uscita dal baratro della crisi economica»: questo quanto viene riportato nell’articolo dell’Arab news. «Il gruppo - prosegue l’articolo - ha affrontato un duro colpo lo scorso anno dopo che i prezzi del petrolio è sceso drasticamente, costringendo il governo ad annullare o sospendere una serie di progetti, differire i pagamenti e smettere di nuovi contratti dopo che uno dei loro gru cadde sulla Grande Moschea della Mecca causando la morte di 107 persone - prosegue l’articolo - La grave carenza di liquidità ha costretto il Gruppo Binladin di smettere di lavorare su una serie di progetti e alleviare migliaia di suoi dipendenti e dei lavoratori. Molti dei suoi lavoratori stranieri non hanno ricevuto i loro salari e sono stati pagati solo una quantità stipendio adeguati alle loro esigenze giorno per giorno. Alcuni di questi dipendenti, in un atto di protesta, anche andato al punto di bruciare i bus della società».

«Il governo - prosegue l’articolo - ha adottato un approccio fermo verso questo problema nel corso degli ultimi tre mesi. La Banca nazionale araba e l'Arabia banca britannica hanno dato i prestiti società a lungo termine pari a 2.5 miliardi di reali che le hanno consentito di pagare gli stipendi di 10.000 dei suoi lavoratori, rimborsando il suo importo legame e riavviare le proprie attività all'interno di alcuni dei progetti sospesi tra cui king Abdulaziz Aeroporto a Gedda nel mese di giugno. Il gruppo ha anche assunto circa 30 esperti di finanza e di gestione per tracciare i piani per il suo risanamento finanziario». «Il portavoce del gruppo ha detto che ora ha compensato 70.000 dei suoi lavoratori stranieri dopo aver terminato i loro contratti (questo era su un totale di 200.000 lavoratori). I banchieri dicono che la riduzione del numero dei lavoratori è un passo positivo- si chiude l’articolo – Tuttavia, il gruppo sta ancora affrontando la pressione e per questo e ha chiesto un prestito di 817 milioni di reali (195 milioni di euro) e lo ha utilizzato per finanziare i lavori di costruzione della Grande Moschea».

Gli effetti su Carrara e la filiera apuana. Il quotidiano arabo parla chiaro: il gruppo Bin Laden è fuori dalla crisi. Cosa significa questo per il comparto lapideo apuano? Semplice, significa che la filiera, la lavorazione in loco, è pronta a ripartire con tutta quella serie di prodotti che finiscono dritti nella moschea della Mecca, da una parte, nei lavori dell’aeroporto di Jeddah dall’altra.

Le casse di materiale, e di marmo bianco, che da mesi erano bloccate nei vari laboratori, potrebbero quindi a breve ripartire e ridare così una bella spinta al settore locale.

Non solo, l’uscita dalla crisi è significativa anche per la situazione della Marmi Carrara di cui la Cp Holding, uno dei colossi del gruppo Bin laden, detiene la metà del pacchetto azionario.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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