«L’Aullese ci nega l’uso del campo sussidiario»
I ragazzi dell’Athletic pronti ad andare dal commissario prefettizio «Ci hanno accusato di aver usato imprecato durante le partite»
AULLA. Prima grana per il neo commissario prefettizio del Comune Simonetta Castellani. Viene dal mondo del calcio locale, da quello giovanile per la precisione, in un luogo che ha sempre offerto ben poco ai più giovani. E quando si scopre che un gruppo di 35 giovani dai 18 ai 30 anni ha costituito una squadra di calcio innanzitutto per stare assieme e sarebbe loro impedito di utilizzare il campo adiacente allo stadio Quartieri di Aulla, il cosiddetto "sussidiario", per allenarsi una volta alla settimana in modo da disputare la seconda serie Amatori, non ci si può che porre qualche domanda.
E' quello che starebbe accadendo all'Athletic Club Aulla, squadra di calcio fondata nell'estate dello scorso anno, e una domanda ovvia è la seguente: perché? La spiegazione la troviamo sulla pagina facebook dell'Athletic Club Aulla: «Ci siamo sempre impegnati e cercato di rispettare i nostri impegni. Abbiamo sempre lavato gli spogliatoi dopo ogni utilizzo. Abbiamo sempre tracciato il campo in autonomia. Abbiamo cercato pace e serenità attorno al nostro progetto, rimanendo coi piedi per terra, allenandoci per un breve periodo dello scorso anno in un campo abbandonato a Quercia. Non ci siamo mai permessi di chiedere il campo principale, giocando sempre in un sussidiario che non ha una divisione tra spettatori e giocatori, non ha una tribuna e ha molti altri difetti...ma a noi piaceva ugualmente. Abbiamo portato tantissime persone a vederci allo stadio; non è colpa nostra se negli ultimi anni di storia di calcio aullese non siete riusciti a fare i nostri numeri di spettatori! Abbiamo appassionato tanti ragazzi e fatto riallacciare le scarpe a moltissime persone».
A questo punto si cita un problema di linguaggio non appropriato, usato durante le partite, che verrebbe contestato ai ragazzi: «Veramente pensate che due o tre parole riguardanti imprecazioni verso divinità possano essere un motivo giusto per allontanarci? Veramente credete che, nel 2016, i vostri figli, che hanno tutti uno smartphone con connessione a internet, non abbiano mai sentito queste cose? Pensate veramente che potremmo essere un cattivo esempio?».. Infine, nel post si ricorda all'Aullese calcio, perché è questo il soggetto a cui ci si rivolge, il soggetto che gestisce le strutture sportive e i campi di calcio al Quartieri, che "dopo la fusione col Terrarossa avete a disposizione 4 campi a 11, 1 campo a 7 e 1 campo a 5...e non avete spazio per noi? Noi che ci allenavamo una volta a settimana e giocavamo alle ore 13,30 per darvi la possibilità di avere l'impianto libero il prima possibile».
Ed è parlando direttamente per telefono con uno di questi ragazzi, il capitano dell'Athletic Club Aulla, Davide Carlotti, che si comprende benissimo con quanta passione questi giovani abbiano deciso di mettere su la squadra: «Siamo un bel gruppo e vorremmo continuare ad esserlo in un luogo che non offre molti spazi ai più giovani. Tra l'altro, ci aiutavamo anche coi nostri sponsor, andando a mangiare nei loro ristoranti e a prendere un caffè o un aperitivo nei loro bar. E pensare che abbiamo avuto problemi nell'accedere alla struttura da subito, cioè dallo scorso anno, ma, poi, ci venne in aiuto l'assessore comunale preposto in carica allora, Antonio Della Ragione, e le cose si sistemarono»,conclude Carlotti. Ed è con l'ex assessore della decaduta giunta comunale guidata da Silvia Magnani, in qualità, ovviamente, di semplice cittadino, che la squadra amatoriale si recherà a parlare con il commissario prefettizio del Comune di Aulla nei prossimi giorni. Sperando che tutto si risolva per il meglio.
Gianluca Uberti
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