Una Casa della salute alla palazzina Ascoli
Proposta del sindaco Volpi all’Asl: lì ci sono le condizioni ideali per creare un secondo polo sanitario in città in tempi brevi
MASSA. I medici di famiglia scrivono un documento e lo consegnano nelle mani della commissione consiliare sanità. In quel documento mettono nero su bianco la loro disponibilità: se c’è un’ idea - concreta e definita - di sanità territoriale, se ci sono progetti per le Case della salute, beh loro ci stanno e sono pronti a rimboccarsi le maniche. Non manca certo la loro volontà di giocare, da titolari, la partita, mancano invece - e i camici bianchi lo ribadiscono a chiare lettere - le strutture, gli immobili. Con il risultato che i servizi si concentrano in via Bassa Tambura e porzioni enormi del territorio comunale rimangono scoperte.
Ed è a quelle porzioni e agli stessi medici che - parola del sindaco Alessandro Volpi - l’amministrazione vuole dare risposte. E lo fa mettendo sul tavolo una proposta «concretizzabile in tempi brevi - la definisce il primo cittadino - e a costi contenuti». Quella proposta si chiama palazzina Ascoli. L’immobile lungo l’Aurelia, a pochi metri dall’obitorio, ospita a piano terra la medicina nucleare e, nei piani superiori, la scuola infermieri. Stabile pubblico, di proprietà di casa Ascoli, è in affitto all’azienda sanitaria per circa 120.000 euro l’anno (il contratto è stato rinnovato recentemente).
L’edificio, meglio una parte dell’edificio, potrebbe liberarsi a breve. Su medicina nucleare l’Asl ha parlato chiaro: portarla a Carrara, negli spazi del Monoblocco, non è cosa sostenibile di questi tempi. Troppo costosa per le casse dell’azienda. La nucleare rimarrà a piano terra, lungo l’Aurelia; i piani superiori, invece, dovrebbero liberarsi: la scuola infermieri che li occupa - nonostante qualche perplessità di alunni e docenti - dovrebbe fare i bagagli alla volta di Carrara. E 22 stanze (5 al primo piano, 7 al secondo e 10 al terzo) rimarrebbero vuote.
E in quei volumi vuoti l’amministrazione vede la sede ideale per una seconda Casa della salute, in grado di dare risposte alla parte di città più distante da via Bassa Tambura. Lì potrebbe trovare spazio una Aft, associazione di medici di base che, insieme e condividendo dati informatici, garantiscono risposte ai pazienti tutto il giorno all’interno di strutture sanitarie con servizi ambulatoriali e specialistici.
Il sindaco parte da un’evidenza: la forte disponibilità dei medici. «È un segnale importantissimo, come importantissime - aggiunge - sono le loro indicazioni e le loro richieste in particolare sulla necessità di realizzare più distretti. Con via Bassa Tambura abbiamo scelto di garantire continuità sanitaria, ma che quel distretto vada implementato è evidente. E in parte l’implementazione già c’è stata, basti pensare al fatto che lì sia rimasta radiologia, requisito indispensabile perchè via Bssa Tambura sia classificata come Casa della salute complessa». Il sindaco ammette, però, che la concentrazione dei servizi in un’unica sede va superata: «Servono - Volpi va al cuore della questione - altri due poli sanitari decentrati. E la sede ideale del secondo polo potrebbe essere la palazzina dell’Ascoli. Lo è - il sindaco motiva la sua indicazione - per la collocazione geografica, per la presenza di un’ampia area parcheggio nella zona ex ospedale, per la possibilità di realizzare il distretto in tempi brevi e con costi sostenibili visto che, per l’occupazione dell’immobile, l’Asl già paga. Se la scuola infermieri, che noi sappiamo essere radicata a Massa, dovesse essere spostata come indicato dall’Asl, beh la palazzina di Casa Ascoli è la sede ideale per un secondo polo».
Due poli, quindi, due distretti e Case della salute. Ma non basta perché di poli - parola del sindaco - ne servono tre e il terzo deve essere a Marina: «Abbiamo proposto ad Asl due immobili, uno in via Serchio ed uno in via Modena. Spetta all’azienda scegliere, noi siamo in grado di consegnare le chiavi già domani».
Una Casa della salute complessa in via Bassa Tambura e due semplici di cui una a Marina e una lungo l’Aurelia, ma il quadro della sanità territoriale non sarebbe comunque completo: serve un ulteriore sforzo per le cure intermedie. Detto in parole semplici: Rsa negli spazi della fondazione Pelù. «Su questo fronte - assicura il sindaco - l’impegno di Asl c’è tutto, verranno realizzati un centro diurno per malati di Alzheimer e una residenza sanitaria assistita». L’azienda garantisce che le procedure di gara sono espletate e il conto alla rovescia per l’apertura del cantiere è partito.
Spiragli, quindi, per la sanità territoriale apuana almeno nel quadro tracciato dal sindaco: «Dobbiamo accelerare - è la sintesi di Volpi - ma non possiamo non riconoscere che siamo in marcia». Adesso c’è da correre.
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