Parchi ai privati: no di Italia Nostra
L’associazione critica il bando e attacca: «Così si esclude chi fa volontariato»
MASSA. Continuano a piovere critiche sull’amministrazione per il bando sulla gestione dei parchi pubblici. A scagliarsi contro l’iniziativa del comune è l’associazione Italia Nostra, per bocca di Bruno Giampaoli, che riferisce di un disagio in merito da parte di alcuni cittadini che si sarebbero rivolti a loro, allargando il discorso alla gestione complessiva del tema ambiente da parte dell’attuale governo della città: «Purtroppo la pioggia non servirà a far resuscitare le varie piantine poste alla rotonda della Misericordia formanti la scritta "Massa"– si legge nel comunicato– , il desolate spettacolo, a cui l'Amministrazione sembra indifferente, ha destato lo sdegno e la rabbia di molti cittadini i quali hanno chiesto, alla nostra Sezione, di intervenire per denunciare questo inaccettabile status quo e per sollecitare un celere intervento di ripristino del decoro urbano».
Poco credito si dà alla motivazione della mancanza di risorse: «Non crediamo che questa trascuratezza possa essere giustificata con l'asserita mancanza di risorse: se non vi fossero denari per la cura di una rotonda potremmo chiudere il Comune, significherebbe che non vi sarebbero soldi per pagare gli stipendi dei dipendenti comunali. Ad ogni modo, visto il bando per la gestione dei parchi, divenuto di affidamento dei punti ristoro, ci sembra che l'amministrazione speri di ricavare dai giardini pubblici che non sono né cave ne stabilimenti balneari, concessi ai privati, risorse consistenti da impiegare, dobbiamo sperare, almeno in parte, all'arredo urbano».
Da Italia Nostra ritengono che la proposta supererebbe nei costi, da parte di chi dovesse prenderla in considerazione, i benefici: «Purtroppo la realtà – si legge più avanti nel comunicato –dimostrerà che i costi per mantenere in ordine ed in buono stato un parco sono tali da rendere poco attrattivi i punti ristoro, i chioschi che si trovano in alcuni parchi cittadini specie se i gestori dovranno occuparsi delle potature degli alberi ad alto fusto, dello spurgo dei bagni pubblici e di altre opere di straordinaria».
E non convince nemmeno la scelta di puntare sull’affidamento su basi economiche: «L'aver privilegiato l'aspetto economico, tra l'altro, mette in estrema difficoltà le organizzazioni non lucrative di utilità sociale che, se da un lato hanno un grande patrimonio di volontari, dall'altro non hanno casse tali da competere, se mai ve ne fossero, con soggetti privati intenzionati a ricavare, dal bene pubblico, laddove vi sia la possibilità, legittimamente, guadagni.
Una città, un paese che mette nelle mani dei privati dei beni della collettività dovrebbe dotarsi di controlli attenti e puntuali – concludono da Italia Nostra –per verificare che il patrimonio comune venga ben gestito, preservato e che il gestore non venga meno agli obblighi che giustificano il suo guadagno; purtroppo l'esperienza ci dice che la gestione ed il controllo pubblico sono ancora manchevoli».
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