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«Ci sentiamo in pericolo» L’allarme di cinque famiglie

«Ci sentiamo in pericolo» L’allarme di cinque famiglie

AULLA. E' allarme per la stabilità di via I maggio. A lanciarlo sono cinque famiglie aullesi che annunciano che lasceranno le proprie case quando si verificherà una allerta meteo di colore arancione....

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AULLA. E' allarme per la stabilità di via I maggio. A lanciarlo sono cinque famiglie aullesi che annunciano che lasceranno le proprie case quando si verificherà una allerta meteo di colore arancione.

Non solo: oltre ad abbandonare le loro abitazioni, le famiglie Bassi, Bertolini, Casciano, Calano e Moretti fanno sapere che si rivolgeranno alla Procura della Repubblica. Ma che cosa ha spinto le cinque famiglie a prendere una decisione così drastica?

Il rischio frane e caduta automezzi che graverebbe sulla strada. A spiegare la situazione è Luciano Bertolini, il quale parla a nome della propria e delle altre famiglie che risiedono nella nuova strada di accesso al condominio Santa Maria in località Barcara ad Aulla: «In caso di forti piogge e scosse di terremoto, abbandoneremo le nostre abitazioni. Infatti, con l'arrivo delle piogge autunnali e le continue allerte meteo emesse dalla Protezione Civile, senza parlare degli eventi tellurici molto frequenti in Lunigiana, siamo preoccupati per la nostra incolumità e per quella di chi transita sulla strada, autovetture e autocarri della nettezza urbana, forse ignari dei risultati delle verifiche effettuate dai tecnici qualificati per verificare la stabilità della strada».

A questo punto Bertolini cita un episodio di due anni fa, quando una autovettura cadde «a pochi metri dall'entrata di casa, dove erano soliti giocare i bambini. L'auto fu, poi, recuperata dai Vigili del Fuoco di Massa e solo dopo quell'episodio fu posizionato un guard rail». Numerose sarebbero anche state le segnalazioni alla Protezione Civile del Comune di Aulla e alla Prefettura di Massa: «Senza alcun risultato" aggiunge Bertolini, il quale sottolinea che "unico intervento del Comune di Aulla fu far monitorare la zona in caso di eventi straordinari da un dipendente comunale. Purtroppo, non si è provveduto neppure a fare riparare la perdita dell'acquedotto, da mesi segnalata all'ingresso della strada in questione», conclude Bertolini.

Gianluca Uberti

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