Il presidio
Liberalizzazione al via Il sì di Confartigianato
L’associazione approva il nuovo piano per favorire il commercio: «Le piccole imprese faticano, ridurre limiti e vincoli le aiuta molto»
MASSA. Regole “più morbide” e la possibilità di occupare un fondo e aprire un’attività senza dover fare i conti - è proprio il caso di dirlo - con gli oneri di urbanizzazione. Perché le attività commerciali, direzionali o di servizi - questa la proposta dell’amministrazione - possono insediarsi indifferentemente in locali già utilizzati per gli uni o gli altri usi, senza che si configuri cambio di destinazione d’uso. E se il cambio di destinazione d’uso non c’è, non c’è neppure da pagare gli oneri. Unica condizione: il rispetto degli obblighi igienico-sanitari.
Una liberalizzazione, definiamola così, che Palazzo civico ha disegnato per concedere una boccata di ossigeno al commercio e al mondo dell’artigianato messi a dura prova dalla crisi. Una liberalizzazione che Confartigianato accoglie a braccia aperte: il vice-presidente Stefano Bellè ed Emil Turba che, all’interno dell’associazione rappresenta gli edili, hanno partecipato all’incontro sul tema fissato dal Comune e da quell’incontro sono usciti soddisfatti.
«I dirigenti della Confartiganato - si legge in una nota - hanno manifestato, con ripetute e articolate argomentazioni, la loro completa adesione alla volontà di Gabriele Carioli, assessore alle attività produttive, ad arrivare in tempi brevi allo sblocco e alla semplificazione del cambio della destinazione d’uso in vigore». Confartigianato ha sottolineato, infatti, l’esigenza di concedere una speranza ad un settore che fatica: «All’incontro abbiamo sottolineato - scrive l’associazione - lo stato difficoltà in cui versa la piccola impresa artigianale e il commercio soprattutto nel centro storico cittadino alle prese con una desertificazione imprenditoriale che ha pesanti ricadute economiche ed occupazionali. Consentire la possibilità di cambiare, senza eccessivi vincoli e lungaggini burocratiche, la destinazione d’uso di attività cessate e dare la possibilità a chi, soprattutto giovani, ha idee e voglia di investire è - continua Confartigianato - fondamentale per consentire la ripresa del tessuto economico produttivo e ridare vitalità alla città». Insomma, un lacciuolo in meno per chi sceglie di mettersi alla prova con commercio o artigianato.
«Ovviamente - conclude l’associazione - tutto questo nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie e dei parametri della sicurezza nei luoghi di lavoro».
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