Il Tirreno

La preside: «Tutto pronto per Natale. Forse»

La preside: «Tutto pronto per Natale. Forse»

Molti studenti rischiano di completare il ciclo elementari-medie senza mai essere entrati in una scuola “vera”

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«L’istituzione scolastica è andata avanti, malgrado avversità climatiche e quant'altro, ma la soluzione container non deve e non può essere considerata a lungo termine». È il commento della preside Anna Bruna Speranza, responsabile della direzione didattica di Aulla di cui fanno parte le scuole elementari cittadine, da 5 anni relegate nei moduli abitativi.

La dirigente ha oltre 200 alunni nel "villaggio" in metallo sorto sulle ceneri del dismesso scalo ferroviario, molti dei quali hanno iniziato proprio nei box prefabbricati il percorso delle elementari: cinque anni di fila nelle aule container, compreso quello iniziato ieri, per il quale la speranza è di terminarlo nella nuova scuola che è in via di ultimazione, a due passi dalla lunga fila di moduli bianchi.

«Avevano detto che la nuova scuola sarebbe stata pronta in questi giorni, ma così non è stato - aggiunge la dirigente che, da quest'anno, ha assunto anche la reggenza delle primarie di Fivizzano - e quindi si va avanti così, confidando di trasferirci a Natale o a gennaio. Se così fosse, si potrebbe parlare di un successo, ma aspettiamo a dirlo. Di problemi, nella costruzione della struttura, ne sono sorti a iosa».

Oltre 200 ragazzi, quindi, ammassati nel lotto di container bianchi, a stretto contatto con i colleghi più grandi delle medie, nella zona blu: altri 228 studenti suddivisi in 10 classi, una in meno rispetto allo scorso anno. Un fattore che dà un po' di respiro alla popolazione studentesca, costretta a fare i salti mortali con gli spazi, primo su tutti quello della mancanza di una palestra. E sull'attività di educazione fisica viene puntato il dito sia dei genitori che, più sommessamente, degli insegnanti, dato che, come conferma la preside Speranza, i ragazzi sono costretti a spostamenti con gli scuolabus nella vicina Pallerone per le lezioni di ginnastica. Disagio che si assomma a quelli della convivenza nel villaggio in metallo, nel quale transitano a rotazione i ragazzi delle elementari e delle medie: in pratica, come rimarcano i genitori, ci saranno alunni che svolgeranno l'intero percorso elementari-medie senza saper cosa sia un'aula in muratura, con fineste senza sbarre. «Perlomeno in questi box non corriamo pericoli», ha detto ieri all'uscita di scuola una ragazzina delle elementari, riferendosi al terremoto che ha sconvolto Lazio e Marche. (f.p.)

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