Il Tirreno

Gettava rifiuti in strada: «Ho sporto denuncia e mi hanno ignorato»

di Libero Dolce
Gettava rifiuti in strada: «Ho sporto denuncia e mi hanno ignorato»

Ha visto un uomo abbandonare oggetti vicino ai cassonetti e ha cercato di dissuaderlo. Ignorato, si è rivvolto alla municipale ma nessuno lo aiuta per l’esposto

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MASSA. Il conducente dell’auto si ferma vicino all’incrocio, una macchina gli sbarra il passaggio. Non crede ai suoi occhi: non solo gli impedisce di proseguire, è diretto infatti a Viareggio da via Stradella, ma sta scaricando una finestra a più ante sul ciglio della strada, vicino ai cassonetti.

Agisce in tranquillità, con l’aria di chi sta facendo qualcosa di perfettamente lecito con tutta calma, liberandosi di una serie di impicci che portava dentro la macchina. La finestra era solo il pezzo forte, il più sbalorditivo ma non il più ingombrante. Dagli sportelli l’uomo scarica di tutto: un divano a due posti e una serie di oggetti metallici.

Stupefatto dal comportamento del cittadino, Nicola Girardi decide di interrompere il suo percorso verso Viareggio per fare notare all’uomo l’inciviltà del suo comportamento. A lui si unisce un’altra persona, che passava di lì per caso con il trattore. Il comportamento scorretto del personaggio aveva attirato anche la sua attenzione.

Ma l’uomo non gradisce i consigli dei due passanti. All’inizio fa orecchie da mercante, poi s’infastidisce e risponde in malo modo. Il signor Girardi durante la discussione si premura di fare delle foto, per avere delle prove di quanto ha visto. Capito che la discussione non servirà a far cambiare idea all’inquinatore, raccoglie un po’ di materiale fotografico da mostrare a chi di dovere.

Girardi decide di interrompere quel che stava facendo per compiere fino in fondo il suo dovere da cittadino. Visto che l’uomo è rimasto sordo ai civili inviti a non abbandonare i rifiuti, spera possa essere meno insensibile a un richiamo della legge.

Per denunciare la vicenda Girardi decide di rivolgersi alla polizia municipale, e si reca alla sede in via delle Jare.

«L'addetto al ricevimento – racconta Girardi – mi ha accompagnato in un ufficio sul cartello esterno c’era scritto Controllo del Territorio che lui riteneva essere quello giusto. Il poliziotto che mi ha ricevuto, ha declinato ogni responsabilità in merito e mi ha rimandato al collega che mi aveva precedentemente accolto». Stupito Girardi è tornato indietro al posto di ricevimento. «L’addetto per primo si è meravigliato del trattamento ricevuto, poiché tale ufficio avrebbe comunque poi proceduto a protocollare il mio esposto», aggiunge.

Girardi comunque l’esposto vuole farlo e va avanti: «mi sono messo in un angolo ed ho provveduto a stilare la denuncia senza che nessuno mi abbia dato il benché minimo ragguaglio su quali termini usare o su come impostare tale documento. Nessuno si è preoccupato di chiedermi un documento d'identità, il mio numero di cellulare e le foto di cui avevo parlato». Ha consegnato l’esposto ed è andato via, amareggiato per il comportamento dei vigili. «Ho perso una mattina e alla fine, quando sono uscito, mi sono accorto che a pochi metri dalla sede della Polizia Municipale c'erano dei cassonetti con abbandonate tre vecchie poltrone».

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