La scuola riparte, le mense invece si fanno aspettare
Bambini tra i banchi il 15 settembre, senza orario continuato Il servizio parte con ritardo: da 4 fino a 20 giorni dopo
MASSA. Campanella che suona, corse tra i banchi, nuovi amici, qualche pianto e verso l'ora di pranzo i pancini brontolano per la fame. Tutti a… casa. Ci risiamo: nidi, primarie e secondarie di primo grado ripartono, ma le mense restano chiuse. Il 15 si torna dietro ai banchi, primarie e secondarie, con i nidi che in anticipo su tutti hanno aperto le aule già dal primo di settembre. Il servizio mensa però non sarà attivo in concomitanza con l'arrivo degli scolari: ogni istituto ha scelto una data differente, a seconda delle scelte dei vari Consigli d'Istituto. Molti genitori quindi dovranno aspettare prima di poter affidare i bambini al tempo pieno; per i primi giorni, qualche settimana in certi istituti, bisognerà tornare a scuola o al nido per riprenderli al momento di apparecchiare in tavola.
Il Comune si smarca un po'. «La scelta dell'apertura delle mense avviene su comunicazione del dirigente scolastico», spiega l'assessore all'istruzione Silvana Sdoga. «Quando il dirigente ritiene che la scuola può cominciare la sua attività - specifica Sdoga - al pieno della sua funzionalità ci chiede di poter aprire la mensa. Ribadisco che le mense da noi vegono aperte quando i dirigenti di concerto con docenti e consigli di istituto, nei quali sono rappresentati anche i genitori, ci chiedono di aprirle. Quando l'attività didattica si svolge nel pieno nell'orario scolastico ed è possibile tenere i bambini a scuola anche nel pomeriggio. Noi abbiamo richiesto le date di inizio della mensa ai vari istituti che ci hanno comunicato le loro scelte».
Così, la maggior parte degli istituti, ha scelto di cominciare il 26 settembre, a undici giorni dal primo giorno di scuola. Per quella data saranno attive le mense dell'Istituto Massa 2, e dei comprensivi Alfieri Bertagnini, Massa 3 e Don Milani. Per gli ultimi due un ulteriore dilazione: gli studenti della scuola secondaria di primo grado non potranno sedersi tra i banchi che il 5 di ottobre. A quasi un mese dal suono della prima campanella.
A cominciare per prima invece è la mensa del Malaspina Staffetti, che ha fissato l'apertura della mensa quattro giorni dopo l'inizio delle lezioni. Scodelle e vassoio pieni dunque dal 19 settembre. Come mai? «Noi abbiamo sempre seguito le indicazioni del Comune di Massa - spiega la dirigente Iole Cimoli - perciò se si riteneva di aprire una settimana dopo o più, si seguivano le indicazioni. Quest’anno ci è stato chiesto quando avremmo voluto aprire noi abbiamo deciso che quando iniziava la scuola sarebbe iniziata anche la mensa. Per quale motivo rinviare, visto che il Comune non ha nessun tipo di problema? Sono servizi correlati».
Quella di aprire è una scelta di servizio alle famiglie per Cimoli. «L'anno scorso ci sono stati momenti di chiusura della mensa durante l'anno - spiega la dirigente -, per vari problemi. E le famiglie non hanno apprezzato. Io penso che aprire il servizio mensa sia un grosso servizio che la scuola fa alle famiglie, non vedo perché non farlo».
Sul ritardo degli istituti l'assessore Sdoga tira in ballo la "Buona scuola", la riforma scolastica del governo Renzi che tanto sta facendo penare insegnanti e famiglie con trasferimenti e incarichi da assegnare che lasciano gli organici ancora bucherellati come un groviera. «Quest’anno ci sono moltissimi problemi con docenti e trasferimenti, è presumibile che l'inizio dell'anno scolastico, e questo naturalmente non dipende da noi, si faccia con un personale si faccia con un personale che non è completo», spiega Sdoga.
Ad aprire per ultima sarà invece la mensa del comprensivo Massa 6, che per l'infanzia e le secondarie di primo grado ha fissato come debutto il 5 e 6 ottobre. In linea con le altre le elementari. «Noi l'anno scorso abbiamo deliberato questi orari che sono funzionali alla didattica - spiega la dirigente Stefania Figaia - perché ritengo che così dovrebbe essere. La calendarizzazione degli orari risponde a delle esigenze primarie dell'istituto, e i principi che animano la scuola sono principi eminentemente didattici. Io ritengo che la scuola si innanzitutto un'istituzione educativa e didattica, non che vada a supplire a un servizio di sorveglianza, prima di tutto bisogna valutare le nostre esigenze educative».
Discorso a parte per i nidi gestiti dal Comune. Sono aperti già dal primo settembre, ma le mense apriranno soltanto il 15. «L'apertura viene spostata in avanti - chiarisce l'assessora - perché i primi giorni sono di ambientazione e inserimento, l'orario va fino alle 15:30 ma spesso i genitori li vanno a prendere più presto. Quando l'adattamento sarà più avanzato allora partirà il servizio mensa, con i bimbi ormai abituati e con alle spalle il primo impatto col mondo della scuola».
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