«Forse è una perdita alle tubature», ma lo avvisano dopo un mese
Gaia ravvisa un aumento anomalo sulla bolletta dell’acqua. La comunicazione arriva tardi: «Avrei sprecato 180mila litri»
MASSA. Seimila litri di acqua di consumo giornaliero. Parecchi di più della media abituale del signor Mario Mosti, massese con una seconda casa ad Avenza. Il letturista rileva lo scostamento e lo comunica all'azienda che provvede ad avvertire con una raccomandata il proprietario.
In ritardo, secondo lui: è passato un mese, quando la perdita, se di questa si fosse trattato, avrebbe raggiunto i 180 mila litri totali. Per fortuna del signor Mosti tutto è partito da un errore che lui stesso ha commesso nella lettura automatica del contatore, ma quel che proprio non gli va giù è l'inefficienza della rete di tutela della compagnia, Gaia, che eroga il servizio idrico: «Io ho fatto e comunicato online la lettura del mio contatore: 660 il valore indicato. In realtà mi sbagliavo, ma questo lo avrei scoperto molto dopo. Due giorni dopo l'azienda ha inviato un tecnico per controllare il mio dato, che è risultato essere di 672. Dodici metri cubi in più, in pratica seimila litri consumati al giorno».
Un'enormità per una casa normale. Basti considerare che per riempire una vasca da bagno, in media, ce ne vogliono 150 di litri. Un mese dopo l'azienda invia un «avviso per consumi elevati». Un buon segno: si mette in guardia l'utenza dall'aumento sospetto delle proprie abitudini di consumo. Qualcosa non va controllate, l'essenza del servizio. «Solo che questa comunicazione arriva un mese dopo», s'indigna Mosti.
«Se si fosse trattato di un guasto - continua perplesso - avrei consumato una quantità d'acqua impressionante. Questo è un errore amministrativo, me ne rendo conto, però fa capire che qualcosa non va nel modo di gestire la società». In effetti nella bolletta Gaia scrive: «Poiché il consumo determinato da questa lettura è sensibilmente superiore ai suoi consumi storici la invitiamo a controllare il suo impianto idraulico interno per verificare se sono presenti perdite idriche».
Se ci fossero state davvero, contesta Mosti, perché attivarsi così tardi? Un mese dopo lo spreco sarebbe stato irreparabile. E la bolletta molto pesante. «Mi chiedo se in questo modo - conclude Mosti - si sia agito in modo da tutelare un bene comune. Una gestione amministrativa di questo genere rivela che chi organizza il lavoro non è competente in quello che fa. Io se arrivasse una segnalazione di una perdita del genere avrei provveduto ad avvisare immediatamente, non avrei fatto passare un mese».
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