Il consiglio dà l’ok a Cages, scontro con le opposizioni
Nella relazione sull’allargamento del sito si parla di «nuovo prodotto additivato» Preoccupazione per gli abitanti della frazione Atleta, a pochi passi dall’area
MASSA. Il consiglio comunale di Massa, durante una delle ultime sedute, ha approvato la contestata delibera con cui, ufficialmente, si dà via libera alla Cages, azienda che produce carbonato di calcio nella zona industriale a due passi dall'abitato di Alteta, di ampliare i suoi capannoni e iniziare una produzione che, inizialmente, leggendo la relazione tecnica, appariva un po' diversa dall'originale.
Nella relazione, consegnata agli uffici dell'Urbanistica, si parlava, infatti di «nuovo prodotto», «additivato con un altro prodotto chimico», ed era stata proprio questa dicitura a mettere in allarme soprattutto il consigliere del Psi Giancarlo Casotti, anche rappresentante del comitato anti polveri "Mo Basta".
In consiglio, però, non c’è stato nulla da fare, nonostante le opposizioni e una parte della stessa maggioranza del sindaco Alessandro Volpi abbiano dato battaglia. Il consigliere di Forza Italia Stefano Benedetti, dopo la votazione favorevole alla variante di ampliamento, parla di «probabile grave danno ambientale al territorio, soprattutto nel sito dove insiste questa azienda, che è all'interno dell'area ex Resine, quindi a poca distanza dalla frazione Alteta, riclassificata nel Nuovo Regolamento Urbanistico zona residenziale».
Per Benedetti si tratta dell’«ennesimo scempio ambientale» con invito rivolto agli operatori turistici ad intervenire, promuovendo una raccolta firme contro l'ampliamento dell'impianto.
Quasi dello stesso parere il consigliere di maggioranza Simone Ortori di Articolo Primo: «In consiglio comunale ieri in tanti si sono posti il problema ambientale in zona industriale. Condivido queste preoccupazioni e credo che la questione debba essere affrontata seriamente». Ortori ha consegnato alla presidenza la richiesta di un consiglio straordinario per fare chiarezza sulle recenti esalazioni maleodoranti nelle aree ex Farmoplant, chiedendo di invitare le autorità competenti per la tutela ambientale.
Chi ha dato più battaglia, però, è stato il consigliere del Psi Giancarlo Casotti: «Mentre in alcune aree della città c’è il divieto di accesso per gli automezzi vecchi ed inquinanti, e si sbandiera la tutela e la salvaguardia ambientale, gli abitanti di Alteta possono anche morire- ha dichiarato a margine del consiglio-; se il sindaco crede che gli abitanti di Alteta si metteranno l'amina in pace e si prestino a fare ancora una volta da capro espiatorio come nel passato, si sbaglia di grosso. Prima di qualunque ragionamento ed interesse c’è la salute dei cittadini, che io e il mio partito difenderemo fino in fondo con ogni mezzo e in ogni forma».
Il Gruppo consigliare del Partito Socialista ha votato contro lo smaltimento ad Alteta di 250 mila tonnellate di marmettola all'anno e per questo ringrazia, provocatoriamente, il sindaco Volpi per l’«insensibilità dimostrata verso i cittadini che sapranno sicuramente ricambiare». Si schiera a favore della variante, con grande sorpresa del PSI, il consigliere di Rifondazione Comunista Nicola Cavazzuti: «Un approfondimento fatto in commissione ambiente ha appurato che nel processo produttivo non vengono utilizzati solventi chimici; inoltre dalla relazione tecnica si evidenzia come non ci sarà un aumento produttivo rispetto a quello che già adesso viene lavorato. La ditta ha ricevuto un controllo Arpat la scorsa settimana e non ha sollevato problematiche ambientali e sta completando l'iter di rischio sanitario legato all'acqua del proprio pozzo. Nel mio intervento in consiglio ho dichiarato che tutta la procedura di costruzione del nuovo impianto non verrà conclusa senza i pareri ambientali e che il nostro compito da consiglieri, dato dalla legge, è proprio di controllare che questo avvenga».
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