Il Tirreno

Ballerini sul caso Costa «No a 50 persone a casa»

di Cristi
Ballerini sul caso Costa «No a 50 persone a casa»

Il presidente dell’Unione dei Comuni: «La vicenda è stata gestita male, le legittime istanze degli albianese non dovevano portare ai licenziamenti»

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LUNIGIANA. Riccardo Ballerini, Presidente dell'Unione dei Comuni, prova ad addentrarsi nella spinosa situazione che si sta verificando ad Albiano, avente come protagonista la Ditta Costa e la chiusura che si profila all'orizzonte ed il conseguente terremoto occupazionale che porterebbe alla perdita di cinquanta posti di lavoro. Una situazione che si deve ancora delineare nel suo complesso, considerando che bisognerà aspettare l'esito del tavolo aperto in Regione, che si riunirà a stretto giro di posta, da cui partirà la decisione di una possibile riassegnazione della delega che permetterebbe di continuare l'attività di conferimento.

«Mi ritengo dalla parte di tutti i cittadini - afferma Ballerini - siamo stati messi di fronte ad una situazione insostenibile, sfociata nelle manifestazioni dei cittadini e che si è acuita con il succedersi degli incendi all'interno dell'azienda. Quest'ultimi avvenimenti sono stati anche la causa per cui la Provincia ha deciso di non rinnovare la concessione. Ora bisogna salvaguardare i posti di lavoro, la cui perdita sarebbe un duro colpo per la Lunigiana. Molte di queste famiglie sono monoreddito, è triste constatare tutto questo. Un po' di colpa l'ha anche la politica, forse ci siamo soffermati più ad ascoltare le lamentele, legittime nessun dubbio, dei contestatori, senza pensare che ci sarebbe stata questa drammatica svolta emersa negli ultimi giorni«.

Ballerini, oltre a questo piccolo mea culpa, ritiene che si siano anche altre cause che hanno portato allo scenario attuale. «Tre incendi consecutivi, di cui due a pochi mesi l'uno dall'altro, hanno fatto emergere criticità di cui non eravamo a conoscenza. Un imprenditore però deve avere la capacità di diversificare la sua attività, deve trovare il modo di interconnettersi con la comunità dove opera, magari lavorando materiali con un minore impatto, plastica e carta non avrebbero generato cattivi odori ad esempio. Questo però lo si doveva fare anni addietro senza giungere all'epilogo odierno. Oggi dobbiamo salvaguardare questi posti di lavoro e dal tavolo con la Regione ci attendiamo una soluzione che consenta di reintegrare i dipendenti, soluzioni concrete e nel più breve tempo possibile. I lavoratori durante le proteste hanno tenuto un comportamento esemplare non hanno mai cercato la polemica, hanno continuato a svolgere il proprio compito». Fino a che perdurerà questa fase di stasi il conferimento verrà deviato al Cermec e, secondo alcuni scenari si potrebbe ripercuotere in bolletta. Quest'ultima opzione però viene rigettata dallo stesso Ballerini «Non credo che Ideal Service si faccia trovare impreparata di fronte a questo cambio di località, ma se la situazione dovesse prendere questa piega si dovrà aprire un tavolo tra Unione dei Comuni, Ideal Service e Cermec per evitare tale possibilità. Ci atterremo al capitolato di gara e svolgeremo tutte le attività rivolgendoci alla normativa vigente. Entro dieci giorni avvieremo anche un incontro tra i sindaci della Lunigiana per comprendere meglio quello che si delinea in futuro».

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