Il Tirreno

Iglom, i sindacati contestano la proprietà: «solo 40 assunzioni»

di Manuela D'Angelo
Iglom, i sindacati contestano  la proprietà: «solo 40 assunzioni»

Solo 20 dei 72 operai che dovevano essere assorbiti sono stati presi

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MASSA. Forse la città, presa da tanti problemi, innumerevoli vertenze sindacali e casi eclatanti di crisi economica, si è a poco a poco dimenticata della vicenda Eaton, la multinazionale americana dell’automotive (produceva componenti per auto venduti alla più grandi case mondiali) che chiuse i battenti nel 2008, lasciando senza lavoro, a quel tempo, oltre 350 operai specializzati (più decine di lavoratori dell’indotto).

Di acqua sotto i ponti, da quel giorno, ne è passata tanta. Tanti cortei, manifestazioni, mobilitazioni, promesse e impegni. Ma per la maggior parte di quei 350 non c’è stata una prospettiva.

A ricordare passo passo quello che definisce “il fallimento” della vertenza Eaton ci ha pensato Giovacchino Pitanti, un ex operaio che fu, suo malgrado, il simbolo di quella lotta, a tratti anche dura, pericolosa, concitata e dolorosa. Pitanti scrive una lettera al presidente della Regione Enrico Rossi e immediatamente riaccendi i riflettori su una vertenza infinita. A che punto siamo? Chi è stato riassunto? La reindustrializzazione ha avuto effetto? Che fine ha fatto l'area comprata dal Consorzio Zona? E le promesse, i piani, di Emilio Ricci, l'imprenditore che ha rilevato l'area ex Eaton?

Secondo Pitanti, la politica locale e regionale a rispondere a queste domande farebbe soltanto una brutta figura: ma qualcuno qualcosa dovrà dire.

Nella vertenza c’è stato l’intervento decisivo della Iglom, che ha acquisito le aree ex Eaton per insediarvi le sue lavorazioni (nel campo dell’infustamento di olii per meccanica). Ma questa operazione, pur definita da tutti meritoria e importante (un imprenditore locale che “salva” parte dei lavoratori), non basta. E non è andata come doveva, dicono i sindacati.

Il segretario provinciale della Cgil Paolo Gozzani ricorda che «la Iglom avrebbe dovuto, secondo gli accordi presi con la Regione e con i sindaci, assumere 72 ex lavoratori Eaton, ma a noi risultano soltanto 40 assunzioni, di cui 20 esterne, cioè lavoratori pescati da altre realtà; e 20 ex Eaton ma, badate bene, soltanto 10 presi come da accordi da una lista di nomi fornita ai sindacati all'inizio degli accordi».

In pratica, ad Emilio Ricci, patron della Iglom, i sindacati imputano la mancata assunzione dei 72 ex Eaton, come scritto nell'accordo di programma, firmato anche dall'imprenditore e con il quale la Iglom ha avuto numerose facilitazioni nella trattativa con la multinazionale e con le istituzioni, sia nel prezzo dell'area da acquistare, sia per le autorizzazioni necessarie ad eseguire i vari lavori necessari. Eppure il sindaco di Massa Alessandro Volpi ancora spera che Ricci possa ampliare la sua attività all'interno dell'area adiacente a quella da lui acquistata: per intenderci l'area acquisita dalla Regione Toscana, attraverso il Consorzio Zona, proprio per favorire la reindustrializzazione del territorio. Anche quella partita, ci dice il sindaco Volpi, è però ferma. Sull'area tratta il Consorzio Zona che al momento è commissariato e dunque c'è da attendere i nuovi vertici, per prendere qualsiasi decisione; sarà il commissario a rimettere mano e testa sulla reindustrializzazione di quell'area.

Inoltre non sono arrivate manifestazioni di interesse manifatturiere per la zona industriale di Massa, ma soltanto commerciali, il che è un problema urbanistico serio. Decathlon, Conad, si disse anche Ikea tempo fa, fecero un'offerta (l'ultima è arrivata la scorsa primavera), ma la Regione non l'ha mai presa in considerazione. Il Consorzio Zona, in via di commissariamento da parte della Regione, stava cercando di facilitare l'iter che portasse ad un cambio di destinazione d'uso radicale per la Zia apuana. Le varianti urbanistiche, però, che sono di competenza comunale, per il cambio di destinazione d'uso in zona industriale sono molto complicate, spiega sempre il primo cittadino, e prevedrebbero stravolgimenti sia al Piano Strutturale, sia al Regolamento urbanistico (tra l'altro ancora in fase adozione). Dunque, per adesso, lì c'è poco da fare: l'area rimane manifatturiera e anche commissariata.

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