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Lavoratori portuali oggi in assemblea Chiesto il dissequestro

Lavoratori portuali oggi in assemblea Chiesto il dissequestro

I sindacati di categoria sono stati ricevuti in municipio La richiesta di informazioni dei grandi utenti del porto

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CARRARA. Dopo i sigilli scatta la mobilitazione dei lavoratori portuali che a partire da oggi alle 16 si riuniranno in assemblea permanente: l’annuncio arriva dai sindacati di categoria, che chiamano i dipendenti a raccolta «per discutere degli avvenimenti di questi giorni e informare sulle iniziative in atto». La convocazione riguarda i lavoratori della Porto Spa, quelli delle società a essa correlate e tutto il personale dell’indotto ed è stato annunciato prima che si diffondesse la notizia dell’assegnazione della “nuova concessione”. Accolta, dalle parti sociali, con una buona dose di soddisfazione: «Bene, l’Autorità Portuale ha firmato adesso la Procura dissequestri tutti i mezzi…del resto aveva chiesto un atto formale e ora è arrivato» ha commentato Paolo Gozzani, segretario generale della Cisl. Del resto il primo lunedì di convivenza con i sigilli è stato tutt’altro che facile. Una nave in rada che non ha attraccato e un’attività soffocata da un sequestro che è il risultato di una scaramuccia tra Procura e Autorità Portuale e che rischia di costare caro ai lavoratori e a tutto il territorio. Così Massimo Maggiani di Fit Cisl, Michele Piastra di Uil Trasporti e Riccardo Barontini del regionale di Filt Cgil hanno descritto alla commissione Attività Produttive del comune di Carrara, presieduta da Fabrizio Giromella (Sel-Sorridi Carrara) il bilancio della giornata di ieri. All’incontro ha partecipato anche il segretario generale di Cisl Toscana Nord, Andrea Figaia, ed era presente il sindaco Angelo Zubbani. L’appuntamento era stato convocato in via straordinaria proprio a seguito del provvedimento con cui venerdì scorso la Procura ha sequestrato i mezzi da lavoro della Porto spa per “occupazione abusiva”. Una misura immediatamente contestata da lavoratori e parti sociali che ieri mattina, a palazzo Civico, l’hanno definita «una lite da bottega». «Spero che tutto questo serva almeno a far avere finalmente alla città la corretta percezione di quello che rappresenta davvero il porto, sia in termini di occupazione sia dal punto di vista economico» ha commentato il sindaco Angelo Zubbani, rivelando di essere stato sommerso dalle telefonate di chi il porto lo utilizza, da GeOil&Gas a Dalmine, ansiosi di sapere fino a che punto il sequestro avrebbe compromesso l’attività. «Ho sempre giudicato anomala la gestione ex articolo 16 perché permetteva agli operatori un certo disimpegno rispetto al territorio» ha aggiunto il primo cittadino. E proprio nell’annunciare la firma della concessione alla Porto spa ex articolo 18 della legge 84/94, Zubbani ha ricordato che se l’altra concessione, quella della banchina Tagliercio, è stata negata, «è solo perché il piano industriale della spa non la giustificava». «Quando aveva traffici sufficiente per chiedere due banchine, la Porto Spa non l’ha fatto» ha insistito il sindaco, auspicando che questa intricata vicenda fornisca l’occasione «per chiarire i vecchi equivoci che si trascinano da anni, apprezzare di più l’importanza del porto e pensare al suo futuro». (C.Ch.)

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