Il Tirreno

Espianto multiorgano al Noa salva la vita a due persone

Espianto multiorgano al Noa salva la vita a due persone

Al lavoro le equipe universitarie senese e pisana e i professionisti apuani: prelevati 4 organi da un donatore di 75 anni. L’Asl ringrazia la sua famiglia

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MASSA. È una storia di amore, l’amore che non cerca un oggetto d’amare, ma che vive di sè. L’amore di chi crede nella vita, sempre e comunque e la sceglie. L’amore di chi vede andarsene una delle persone più care, parte della sua vita eppure a chi gli chiede “Vuole donare gli organi?” risponde subito“sì”.

Ha risposto sì la famiglia del settantacinquenne che se n’è andato giovedì: lombardo, con una casa sul nostro litorale, è stato strappato alla vita da una emorragia celebrale. Adesso, grazie a lui due persone, un uomo e una donna, tornano a pensare che il futuro esista: una di loro ha due reni nuovi, una un fegato che lavora e le permette di vivere.

Storie di umanità, coraggio, condivisione e grandissima professionalità perché un espianto multiorgano è un’operazione complicatissima che vede lavorare, gomito a gomito équipe diverse. La équipe ospedaliera pisana ha espiantato il fegato, i reni e il pancreas. L’équipe dell’azienda ospedaliera senese ha, invece, prelevato la cute destinandola alla “banca della pelle”. Sono stati i professionisti pisani e senesi dell’unità di chirurgia dei trapianti a consegnare “il regalo” a due pazienti malati, trapiantando i reni e il fegato, organi così sani da potere essere destinati anche a persone più giovani del donatore. L’ospedale della Apuane ha messo a disposizione la grande professionalità dello staff di rianimazione e della sala operatoria e, con il coordinamento della direzione, è stato eseguito l’espianto.

La generosità e l’amore di una famiglia e la competenza dei sanitari. Dalla coordinatrice aziendale per la Toscana nord ovest delle donazioni organi e tessuti, dottoressa Valentina Molese e dal coordinatore di presidio donazioni organi e tessuti dell’ospedale, dottor Claudio Rasetto, un grazie «ai familiari per il loro atto di grande generosità e alle équipe chirurgiche e al personale dell’ospedale delle Apuane che, con la loro opera, hanno reso possibile la buona riuscita di un intervento così delicato».

Competenza, dicevamo, e un grande lavoro di rete che, superato ogni campanile, unisce le eccellenze e valorizza le professionalità: «Nella nuova e più ampia realtà aziendale - spiega Claudio Rasetto - il lavoro di rete risulta ancor più facilitato». Lavoro e cultura del dono perché - ricorda il medico - se la possibilità di donare è una per ciascuno di noi, le possibilità di ricevere sono 4 ciascuno. E quel rapporto di 1 a 4 non dobbiamo mai dimenticarlo, proviamo - è l ’invito - a sentirci come chi deve ricevere». Perché è vestendo i panni di chi riceve che la donazione acquista ancor più valore.(c.s.)

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