Il Tirreno

«Dateci una casa o porterò i bimbi in tenda»

«Dateci una casa o porterò i bimbi in tenda»

L’accorato appello di un papà : ogni mese dobbiamo scegliere se mangiare o pagare le bollette

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CARRARA. «Dateci una casa o sarò costretto a trasferirmi con i miei figli in tenda»: è l’appello di un giovane padre disoccupato ai servizi sociali del comune di Carrara in vista dell’imminente sfratto esecutivo dall’abitazione in cui vive con la sua famiglia. Lui ha 29 anni, è un ex giardiniere, e ormai da 6 anni è rimasto senza lavoro. Anche la sua compagna è disoccupata e finora hanno tirato avanti grazie ai sussidi. Una giovane coppia come tante, che soffre per via della crisi e che fa letteralmente i salti mortali per non far pesare la situazione ai due figli, piccolissimi. I soldi che entrano in casa sono pochi, così pochi che, racconta Gabriele Pasciuti, «ogni mese dobbiamo scegliere se fare la spesa per mangiare o pagare bollette e affitto». Inevitabile, per i due genitori, dare la precedenza alla necessità di sfamare i figli e così col tempo, i debiti si sono accumulati: «Ci hanno staccato l’acqua, ormai da un po’ perché non riuscivamo a pagare le bollette» racconta l’uomo. Ma Gaia non è la sola a vantare crediti nei confronti della famiglia Pasciuti. Sì perché la coppia ha saltato il pagamento di diverse rate del canone di locazione e così alla fine sono arrivati gli ufficiali giudiziari: «Sono già venuti due volti, a giorni aspettiamo la terza visita, quella dello sfratto esecutivo» racconta preoccupato l’uomo che tra avvocati e uffici dei servizi sociali non sa davvero più a chi rivolgersi. «Ho paura di finire per strada, con i bimbi… ho perfino pensato di comprare una tenda e piantarla in aiuola pur di avere un posto dove andare» spiega il ventinovenne in preda alla disperazione. Pasciuti racconta che la sua famiglia, proprio per le difficoltà economiche in cui versa, è seguita da tempo dai servizi sociali. L’ambizione è quella di entrare in un alloggio Erp, per alleggerire la voce delle uscite mensili: «Il problema è che dobbiamo aspettare il bando per la nuova graduatoria che dovrebbe uscire a gennaio». Il rischio, spiega il disoccupato, è che lo sfratto arrivi molto prima: «Non abbiamo nessuno che possa ospitarci, soprattutto per via dei bambini» aggiunge Pasciuti. Di qui l’appello ai servizi sociali del comune: aiutare questa famiglia in difficoltà subito, magari trovando una sistemazione provvisoria, in attesa di presentare domanda e accedere al percorso ordinario per l’assegnazione di un alloggio Erp. (c.ch.)

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