Il Tirreno

Aiuto! Voglio prendere l’autobus ma i biglietti non li vende nessuno

di Cinzia Chiappini
Aiuto! Voglio prendere l’autobus ma i biglietti non li vende nessuno

Il test della consigliera Bienaimè: ha raggiunto Marina dal centro città, ma non ha trovato i rivenditori.
Non ci sono neppure alla stazione. E molte macchinette automatiche sono danneggiate o fuori uso

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CARRARA. Tutelare un servizio che almeno per le linee principali sembra funzionare, incrementando il numero dei punti vendita dei biglietti che spesso sono introvabili. E se il biglietto non si trova, il rischio è che aumenti l’evasione, che poi si traduce in tagli alle linee. È la proposta di Claudia Bienaimè, consigliera di Carrara Bene Comune che, approfittando della settimana di Ferragosto, ha provato a testare in prima persona il servizio di trasporto pubblico locale.

«La linea Carrara Marina è un toccasana: dal centro si può raggiungere il litorale in pochi minuti senza preoccuparsi una volta arrivati di trovare parcheggio» racconta all’indomani del suo “test”. Il problema semmai è trovare i biglietti: «Sono partita da piazza Matteotti, il distributore automatico non funzionava e con l’edicola chiusa trovare un posto che vendesse i titoli di viaggio è stato davvero un problema» spiega la consigliera che con un’altra utente si è trovata a percorrere le vie desolate del centro a caccia di una rivendita. In effetti gli esercenti che accettano di vendere i biglietti del bus si contano sulle dita di una mano e questo perché - dicono i diretti interessati - «il gioco non vale la candela«. Il caso più eclatante è quello della stazione ferroviaria di Avenza: «Chi arriva in treno non ha modo di acquistare il biglietto a terra e questo perché il bar non li vende e in quel caso non c’è nemmeno la macchinetta» sottolinea la Bienaimè. La consigliera ha, infatti, raccolto segnalazioni un po’ da tutto il territorio comunale rilevando, come detto, una diffusa difficoltà a reperire i titoli di viaggio: «Il caso della stazione ferroviaria è clamoroso, anche per le conseguenze sul turismo. Ma non è l’unico» prosegue la Bienaimè citando a mo’ di esempio la situazione di Bonascola. Nella frazione, tra le più popolate del comune, una delle poche rivendite è presso …un fioraio. «A chi verrebbe in mente di rivolgersi a un fioraio per acquistare i biglietti del bus?» si interroga l’esponente dell’opposizione. Va detto che i biglietti possono essere acquistati anche a bordo, con un surplus di 80 centesimi: chi acquista il ticket a terra lo paga 1,2 euro, chi lo fa sul bus lo paga 2 euro. «La maggiorazione è dovuta al servizio in più che in questo caso viene erogato dall’autista il quale ha altre mansioni» spiega Leonardo Buselli, capogruppo del Psi in consiglio comunale e dipendente dell’azienda del trasporto pubblico locale. Buselli racconta che è stato organizzato perfino un incontro a CarraraFiere per “promuovere” la distribuzione dei biglietti nelle rivendite a terra.

Un’iniziativa che evidentemente non ha funzionato visto che, come detto, le rivendite sono poche e nemmeno alla stazione ferroviaria se ne trova una. «Bisognerebbe fare qualcosa, credo sia l’unico caso in Toscana» ammette Buselli. Ad aggravare la situazione c’è l’indisponibilità di molti dei distributori automatici sparsi sul territorio. Almeno due quelli segnalati alla consigliera Bienaimè in un dato, indirettamente confermato dall’azienda. Dall’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Consorzio Toscana Trasporti di Via Catagnina a Massa fanno sapere che diverse “macchinette” sono fuori uso perché guaste: in realtà l’azienda ha il forte sospetto che si tratti dell’opera di un vandalo che si divertirebbe a inserire appositamente cartacce per danneggiare i distributori. «I nostri tecnici trovano spesso gli alloggi destinati a monete e banconote intasati dalla carta…non sembra affatto una cosa accidentale» fanno sapere dall’ufficio che ha già ricevuto alcune segnalazioni sulle macchinette fuori uso. «Il tecnico però adesso è in ferie…appena rientrerà provvederemo a sistemarle» annunciano. Intanto agli utenti non resta che fare la scorta di biglietti nelle (poche) rivendite che li distribuiscono o pagare il sovrapprezzo acquistandolo dall’autista.

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