Il presidio
Costa, operai dal prefetto «Va riaperta l’azienda»
Sindacati polemici con la Provincia: «Atto dovuto la proroga dell’autorizzazione» Cassa integrazione per i 57 dipendenti dell’impianto di trattamento dei rifiuti
MASSA. Vogliono essere rassicurati sul loro futuro i 57 lavoratori in cassa integrazione della ditta Costa, che manifesteranno domani pomeriggio fuori dei cancelli della loro impresa ad Albiano Magra, e ieri mattina si sono recati a Massa per incontrare il prefetto Giovanna Menghini. «L'incontro con il prefetto - spiega la rappresentante sindacale aziendale della FIT/CISL, Linda Donati - è servito ad ottenere l'impegno affinché vi sia un monitoraggio puntuale della messa in sicurezza dell'azienda . Perchè ora occorre mettere in sicurezza, nel minor tempo possibile, l'impresa ed è già positivo che sia stata dissequestrata l'area dell'azienda non colpita dal rogo di domenica 31 luglio, ovvero l'ufficio pesa e l'ingresso dei mezzi. Ma ora, per il futuro di noi lavoratori, bisogna riavviare l'attività il più presto possibile, ovviamente con la necessaria messa in sicurezza, perchè l'azienda ha già subito un grosso danno con l'incendio, quindi è necessario uno sforzo da parte di tutti», aggiunge Linda Donati, che non manca di aprire un fronte di forte polemica nei confronti della Provincia, assente all'incontro di ieri, pur essendo stata, a quanto pare, invitata. «Al tavolo in Prefettura - afferma Linda Donati - non c'era nessuno della Provincia. Mi hanno detto che il presidente Ugo Malatesta era in ferie, ma l'importanza del summit avrebbe richiesto che ci fosse qualcuno a sostituire il presidente. Quindi, dopo l'incontro con il prefetto, ci siamo recati presso la sede della Provincia, dove abbiamo parlato con il dirigente, ingegner Michela, il quale ci ha ripetuto la solfa che la Provincia per esprimersi sulla proroga delle autorizzazioni all'esercizio della ditta Costa deve attendere l'avvalimento dei tecnici della Regione Toscana. A parte il fatto che l'avvalimento della Regione è arrivato e la concessione della proroga altro non è che un atto dovuto, l’ingegner Michela, visto che ci ha detto di non disporre delle necessarie competenze sulla vicenda, forse dovrebbe fare un passo indietro. E poi diversi tecnici provinciali ora sono in carico alla Regione, ma in tutti questi anni hanno seguito la vicenda e tutti conoscono le logiche dell'allungamento dei termini in assenza di una autorizzazione definitiva» conclude velenosa la sindacalista. Ricordiamo che la ditta Costa potrà riprendere l'attività produttiva, non appena gli enti preposti daranno il nulla osta, nelle aree non interessate dall'incendio di domenica 31 luglio. Il tutto mentre per i 57 lavoratori dell'impresa si sono spalancate le porte della cassa integrazione in deroga, con l'aggiunta per i dipendenti della cooperativa IdealService, che effettua materialmente la raccolta differenziata dei rifiuti per conto dell'Unione di Comuni Montana della Lunigiana, del fondo di integrazione salariale.
Gianluca Uberti
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