Il presidio
Antica lizzatura anche gli stranieri restano sbalorditi
Ieri mattina la tradizionale manifestazione ai Ponti di Vara Applauditi i 12 cavatori. Il commento: ho trattenuto il respiro
CARRARA. Una tradizione che diventa spettacolo. Ogni anno, in agosto, una squadra di cavatori esperti delle età più varie ripropone con grande sforzo e sentimento, l’antica tecnica con cui venivano trasportati i blocchi di marmo ai poggi: la lizzatura. E ieri mattina di fronte agli occhi meravigliati anche di tanti turisti stranieri, si è tenuta la rievocazione storica di questa tecnica, come tradizione vuole, come piace ai cavatori di Carrara.
La sveglia suona presto: quando turisti e curiosi arrivano alle cave ai Ponti di Vara, i lizzatori sono già alle prese con funi e tronchi di legno.
Piano piano le sedie, predisposte per assistere alla rievocazione, si riempiono, molti anche i posti in piedi e alle 9,30 circa ha inizio lo spettacolo.
Una voce al microfono ha accompagnato per tutto il tempo della ricostruzione storica i presenti nella comprensione di questa faticosa e complessa tecnica, una tecnica che - spiega lo speaker «per secoli è stata l'unica possibile».
Sotto il sole a picco, la squadra dei lizzatori ha lentamente iniziato le manovre per far scendere il cubo di marmo (un cubo di circa 20 tonnellate) lungo le discese che la natura ha creato, con funi e travi di legno.
I lizzatori. La squadra che ieri mattina ha riproposto lo spettacolo della lizzatura era composta da: Annibale Lodovici, detto anche “nibalon” (da quanto spiegato, pare si usassero più i soprannomi che i nomi di battesimo) capo molatore e presidente dell’associazione “Compagnia lizzatori Carrara; Primo Serri, detto “Billy bis”, capo lizza; Matteo Lucchetti, vice capo lizza; Gian Carlo Quattrini detto “ciak“, alla voce; Emiliano Lucchetti molatore; Andrea Dell'amico, molatore; Luigi Lodovici, addetto alle funi; Omar Tonelli, addetto alle funi; Luigi Pasquali, addetto alle funi; Gian Franco Bergamini detto “rambo”, addetto alla carica; Osvaldo Pegollo, addetto alla carica e Giorgio Dell'amico anche lui uno degli addetti alla carica.
La rievocazione. La rievocazione è nota ai carraresi, i cavatori sanno ben di cosa si tratta: i sacrifici, il sudore, il pericolo. Eppure ogni anno salgono fino ai Ponti di Vara per rivivere il momento con grande partecipazione. Di grande impatto sentir risuonare in cava i discorsi tra i lizzatori, discorsi ma anche urla perche le leggi della fisica vanno per conto proprio e un blocco di marmo di 22 tonnellate è pesante, tanto pesante. Se i carraresi conoscono bene la storia dell'attività che li ha resi noti in tutto il mondo, per turisti e, soprattutto, per i turisti stranieri è stata una mattinata di grande impatto scenico vissuto - come ha detto qualcuno «con il cuore in gola e con il fiato sospeso». Per chi l’ha vista per la prima volta, anche un’occasione per entrare dentro la vera anima di questa terra e alla sua storia.
Tradizione e non solo. Comune di Carrara e associazione promotrice hanno predisposto tutto affinchè turisti e appassionati potessero godersi a pieno la manifestazione. Da Carrara, Marina ma anche da Massa sono partiti bus navetta gratuiti con direzione Ponti di Vara e ritorno. Non solo. Una ghiotta colazione a base di pomodoro e lardo di Colonnata, accompagnata da un bicchiere di vino rosso, è stata accolta da tutti con grande favore
Un po’ di storia. Banalmente la lizzatura è il metodo con cui si trasportava il marmo. Più precisamente, il blocco non veniva fatto cadere ma trasportato a valle grazie ad una serie di tronchi di legno che consentivano lo scorrimento del blocco. La lizza era trattenuta da un sistema di funi azionate da squadre composte ognuna da decine di uomini che, con tecniche di rilascio, erano fondamentali per fare in modo che il blocco mantenesse la direzione. Una volta giunto al poggio, dove la pendenza non era sufficiente per la discesa, si caricava il blocco su carri trainati da buoi.
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