Osteopsis ovata, la soluzione di Brizzi: "Pompate via la sabbia"
Il consigliere e operatore balneare porta l’esempio di Rimini, poi attacca: «Il sindaco deve essere incisivo in Regione»
MARINA DI MASSA. Fabrizio Brizzi, consigliere comunale degli Arancioni a Massa, ex assessore Ds e Pd in varie giunte del centro sinistra, da molti anni è anche un operatore balneare, gestore di stabilimenti e anche bagnino: insomma, uno che di mare se ne intende e non nasconde la sua preoccupazione per una delle peggiori stagioni degli ultimi dieci anni. «Nessuno vuole creare allarmismi-inizia Brizzi - ma è inutile nascondere il problema facendo finta che non ci sia o minimizzando, come fa il nostro sindaco. Chi sta sulla spiaggia, come me, sta avendo molti problemi con i turisti in queste settimane; abbiamo dovuto gestire momenti di tensione e dare spiegazioni sull'alga tossica e la sua pericolosità. Non è vero che è tutto risolto; anche se la Asl dice che non ci sono grandi pericoli e che non dipende dall'alga, i bagnanti non si fidano, alcuni hanno lasciato le spiagge, altri forse non torneranno».
Brizzi mostra l'acqua del mare, nel tratto di costa che va dal Centro Sub al Lavello, fotografata negli ultimi giorni: «Acqua gialla, torbida, caldissima. Non un bello spettacolo, nessuno si tufferebbe. Impossibile fare il bagno. Nulla di tossico, sono solo alghe -spiega -; le alghe delle scogliere, morte per il gran caldo e l'assenza di riciclo dell'acqua, seccate e finite in acqua».
Il fenomeno è conosciuto anche dai tecnici della Regione dice Brizzi: «Da tre anni abbiamo subito l'insabbiamento delle vasche, create dalle barriere soffolte e l'erosione della battigia. Il tappo si forma a largo, i fondali si sono alzati, per la presenza di sabbia, in parte proveniente dal Magra, in parte sottratta alla spiaggia. Risultato: 12 centimetri di spiaggia in meno e un livello del mare a riva arrivato a 50, 30 centimetri; la temperatura, misurata in questi giorni con una strumentazione particolare, ha segnato 27 gradi. Le alghe si sono staccate dalle scogliere, che infatti non sono mai state così bianche, e sono finite in mare; così abbiamo ricreato l'habitat preferito dall'alga tossica».
La politica secondo Brizzi ha le sue responsabilità: «La situazione è peggiorata per via del cambiamento del clima negli ultimi 3 anni e per questo forse il sindaco avrebbe dovuto accelerare qualche procedimento. Le strade sono due: risultare più incisivi con la Regione sull'avvio dei lavori su tutta la costa, per i quali sono stati previsti oltre 20 milioni di euro; che il sindaco si faccia rispettare e pretenda che questi lavori vengano eseguiti in tempi brevi, non in altri 10 anni come fu per quelli precedenti; in attesa di questo però-conclude - bisogna intervenire con lavori di somma urgenza sulle vasche insabbiate, anche se ormai è tardi per la stagione in corso. Occorre prima abbassare le barriere soffolte, oppure eliminarle del tutto e poi pompare la sabbia che ostacola il riciclo delle correnti e posizionarla a riva, dove invece manca spiaggia. Mi dicevano colleghi di Rimini che loro hanno eseguito questa stessa operazione prima dell'estate in tre mesi. Qui invece tra permessi, analisi e autorizzazioni passerà l'ennesima estate, in cui tutti conoscevano il problema, tutti sapevano come risolverlo, ma nessuno ha fatto nulla per risolverlo»..
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