Meteo
Diecimila papaveri rossi contro il femminicidio
A Torano, il borgo degli artisti, le installazioni contro la violenza sulle donne In mostra la biancheria in marmo e i ritratti di chi ha subito maltrattamenti
CARRARA. Torano rinnova la battaglia contro violenza sulle donne. E, lo fa ancora una volta con il linguaggio dell’arte.
Nel borgo 10mila papaveri rossi, biancheria intima e ritratti feriti: la voce dell’arte a sostegno delle donne e contro i maltrattamenti. E un appello del direttore artistico della rassegna, Emma Castè: «Invitiamo i visitatori a portare un indumento rosso e a lasciarlo sulle scale della chiesa del paese».
Una battaglia cominciata nel 2013: il borgo degli artisti ha sempre messo al centro il tema della violenza di genere. E lo fa anche quest’anno con una serie di opere in mostra con cui Torano Notte e Giorno rinnova il suo "disprezzo" contro la violenza sulle donne. Nel piccolo borgo degli artisti sopra Carrara l'arte continua quindi ad essere il linguaggio anti-femminicidio più efficace e penetrante.
Dopo l'installazione choc di Emma Castà che nel 2013 aveva disseminato le scalinate della Chiesa con centinaia di scarpette rosse sono tante le tante altre opere che in questi anni hanno sempre di più caratterizzato la rassegna d'arte contemporanea diventata il simbolo della battaglia contro ogni forma di violenza di genere.
Un messaggio che gli artisti dal ventre del paese rilanciano anche in questa diciottesima edizione, all'indomani della tragica vicenda di Vania Vannucchi, morta dopo essere stata aggredita a Lucca, cosparsa di benzina e data alle fiamme, con una serie di opere ed installazioni di denuncia.
Le opere che parlano di femminicidio sono i diecimila papaveri del Comitato Pro Torano che collegano, come un filo rosso, il percorso espositivo della rassegna. Il papavero è da sempre il fiore associato alle battaglie dei diritti delle donne e al femminicidio.
Ed ancora la biancheria intima di Patricia Glauser appesa ad un sottile filo bianco e fermate da mollette di colore rosso, il filo della vita spezzata da chi non sa amare in maniera sana ed i ritratti crudi di Mina Bahiraee che raffigura volti e particolari di donne che hanno subito maltrattamenti.
«Torano, dal 2013, ha iniziato un percorso di sensibilizzazione e di denuncia contro la violenza di genere. - spiega Emma Castè, direttore artistico della kermesse - È nato tutto in maniera molto spontanea. Invito i visitatori della rassegna a portare un oggetto, un indumento o qualsiasi altra cosa di colore rosse e a lasciarlo sulle scale della chiesa. Insieme dobbiamo dire basta». La mostra nel borgo di Torano è visitabile fino al 13 agosto con ingresso libero.
ALTRI SERVIZI DA PAG 2 A PAG 5
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
