Al lavoro per 12 ore e anche la domenica Ma senza stipendio
L’odissea dei quindici dipendenti della Alvarez Group Buste paga vuote dall’azienda di componentistica navale
CARRARA. Lavorare ma senza essere pagati, sembra assurdo ma è così. Niente stipendio, tredicesima e liquidazione, niente ferie non godute: è la nuova, triste storia che proviene dal mondo del lavoro, se così ancora si può chiamare. La vicenda, denunciata dalla Cgil di Massa Carrara, riguarda quindici lavoratori della ditta Alvarez Group – azienda specializzata in allestimenti navali in appalto presso i cantieri Nca di Marina di Carrara – in attesa di buste paga mai arrivate. O meglio arrivate ma vuote: quattro, cinque mesi, per alcuni forse di più, di stipendi arretrati per lavori svolti come da contratto ma mai realmente saldati.
«Per alcuni lavoratori abbiamo già inviato i primi decreti ingiuntivi – spiega Roberto Venturini della Fillea Cgil – a chi non siamo ancora riusciti a vedere le buste paga stiamo predisponendo dei conteggi sindacali e poi procederemo con i decreti anche per questi, nel caso la ditta non dovesse pagare andremo a rivendicare direttamente gli stipendi al cantiere visto che hanno lavorato lì». Il fatto più grave però è un altro, ai lavoratori infatti «sono state fatte pressioni per firmare un documento all'interno del quale attestavano che avevano preso i soldi, altrimenti il cantiere non li avrebbe fatti lavorare – continua Venturini».
In gergo si direbbe ricatto, mentre nella vita di tutti i giorni, purtroppo, appare una pratica sempre più diffusa, che prende i lavoratori per la gola obbligandoli ad andarsene, rinunciare, oppure restare a lavoro, ma senza stipendio e senza fare domande. Adesso gli ex lavoratori della Alvarez sono in disoccupazione, come prevede la legge in caso di dimissioni per giusta causa, qualcuno ha già un nuovo impiego, per altri invece è più difficile riuscire a trovare sbocchi e alternative, «la ditta invece non c'è più, ora c'è una nuova azienda che sta facendo il solito lavoro con nuovi operai – spiega il sindacalista. Purtroppo di imprese che vengono qui e lavorano in modo non corretto ne abbiamo molte. Non è ammissibile però che i lavoratori debbano accollarsi costi e responsabilità di questo genere». Fall Tidiane fra qualche settimana compie 34 anni, da dodici vive in Italia e per quattordici mesi ha lavorato sotto la ditta in questione: «Non hanno pagato – spiega Fall Cheikh Tidiane davanti all'assessore regionale Stefano Ciuoffo e ai sindaci di Massa e Carrara durante la festa della Cgil a Cà Michele, vedi articolo a fianco – non ci hanno pagato lo stipendio, prego tutti voi di trovare una soluzione. La ditta è uscita fuori dalla commessa dicendo che il cantiere non la pagava, ci hanno chiamato per ritirare le buste paga, buste paga senza soldi. Dopo tre mesi non sappiamo ancora nulla. Io sto aspettando gli stipendi che vanno da dicembre 2015 ad aprile scorso. Facevamo orari assurdi, dieci, dodici ore consecutive, il sabato, la domenica, chi lo può fare bene gli altri vadano pure a casa dicevano. Fortunatamente non ho famiglia, con questa situazione non avrei speranza, ma come posso sperare un futuro in queste condizioni».
Con lui altri lavoratori, Domenico Pagano 63 anni, qualche lavoretto saltuario ma adesso più nulla, Salvatore, sposato e padre di due figli, quattro mensilità e sei mesi di assegni familiari ancora da ricevere. «Per fortuna ho trovato un'altra occupazione – racconta Salvatore Meschis ex dipendente della Alvarez – per un periodo abbiamo avuto delle difficoltà, mia moglie è dovuta tornare in Sicilia perché non riuscivamo più a pagare la casa dove abitavamo in affitto. Abbiamo subito un comportamento inaccettabile».
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