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Porto: parte l’accorpamento Marina “sotto” Spezia

Porto: parte l’accorpamento Marina “sotto” Spezia

Entra nel vivo la bagarre per la nomina del nuovo presidente dell’Autorità portuale “large” che accorpa i due porti: incognite sul futuro

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CARRARA. Entra nel vivo la bagarre per la nomina del nuovo presidente dell’Autorità portuale “large” che accorpa i porti di Marina di Carrara e La Spezia. Oggi termina la proroga di Francesco Messineo alla guida dell’Autorità Portuale di Marina di Carrara. Il suo mandato naturale – Messineo si era insediato nel giugno 2012 – era scaduto 40 giorni fa ma il ministero gli aveva allungato l’incarico in prorogatio, proprio in attesa della definizione della riforma del sistema portuale a livello nazionale che prevede, appunto, la riduzione delle Autorithy da 24 a 15; e l’accorpamento fra La Spezia e Carrara, unico di due enti appartenenti a regioni diverse. A giorni verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto che dà “gambe” alla riforma degli enti portuali che farà nascere le “Autorità di sistemi portuali” e nominerà un commissario che traghetterà i porti nell’ultima fase della trasformazione, quella della nomina del nuovo presidente.

Ma il fatto è che ancora non ci sono certezze sui nomi. Nè su quello del commissario nè su quello del futuro presidente. Nei casi in cui c’è già un accordo di massima fra Regioni e Governo, sarà probabilmente lo stesso commissario nominato dal ministero a prendere successivamente l’incarico di presidente. Per Spezia-Carrara, però, questo accordo di massima ancora non è stato trovato e la bagarre è in atto. La nuova legge assegna al ministro dei Trasporti e Infrastrutture, sentiti i presidenti delle Regioni interessate (nel caso Liguria e Toscana) il compito di nominare questa figura, mentre prima erano gli enti locali a indicare una terna di nomi su cui poi sceglievano ministro e Regioni. Tradotto: la partita si gioca fra Delrio, Rossi e Toti. Ed è una partita abbastanza complicata. Da una parte perchè i due presidenti di Regione appartengono a schieramenti diversi (Rossi al Pd, Toti al centrodestra), dall’altra perchè i due porti rispondono a normative regionali differenti con piani e regolamenti urbanistici diversi.

Una soluzione possibile è che a fare il commissario venga chiamato Lorenzo Forcieri, attuale presidente dell’Autorità portuale della Spezia. Ma Forcieri non potrà essere il futuro presidente perchè bloccato dalla circolare Madia sui limiti di età per i dirigenti del settore pubblico. E, dunque, dovrà farsi da parte. A questo punto sale alla ribalta il nome di Francesco Messineo, attuale numero uno della Port Authority apuana. Nome che circola da tempo negli ambienti legati alla portualità dove, anzi si parola di lui anche come possibile segretario generale dell’Aurotità portuale di Genova.

Alla Spezia, tuttavia, dopo lo stop a Forcieri, si cercano altri papabili. Si parla del presidente della Camera di Commercio spezzina Gianfranco Bianchi; dell’ex presidente dell’Associazione degli spedizionieri Bruno Pisano e anche di Matteo Melley, presidente della Fondazione Carispezia.

Messineo, di origini salernitane, ingegnere dotato di un lungo e ricco curriculum portuale - da Salerno a Gioia Tauro, passando per la Liguria - ha, come di dice, le competenze giuste per questo incarico. Il Secolo XIX, a inizio giugno, lo dava come il candidato numero uno alla successione di Lorenzo Forcieri. La sua nomina sarebbe considerata anche una specie di compensazione per la perdita di autonomia del porto di Marina di Carrara che finisce accorpato con uno scalo di ben altre dimensioni e portata. Le pressioni delle varie lobby legate ai traffici portuali e cantieristiche, tuttavia, ben più influenti alla Spezia che a Carrara, potrebbero spingere per altre scelte. E anche l’inchiesta aperta dalla procura di Massa sulla regolarità delle concessioni demaniali nell’area portuale di Marina potrebbero avere un peso nelle scelte in divenire. Di sicuro, per il porto apuano si sta aprendo una nuova stagione.

Claudio Figaia

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