80 anni di pagnotte La dinastia Sacchi da “buco” a industria
Oggi la Boutique del Pane è una catena che dà lavoro a 40 persone. Tre generazioni “infarinate” da Osvaldo a Piero Larry
MASSSA. “ La Boutique del pane” e la dinastia Sacchi: una storia di miracolo economico, lutti, resistenza.
È' la storia tutta massese di un panificio iniziata oltre ottanta anni fa (nel1936) da Osvaldo Sacchi e dalla moglie Rita, che ha coinvolto tre generazioni e raggiunto gli attuali quaranta posti di lavoro con una decina di punti vendita.
L'iniziativa solitaria di Osvaldo e della mogli in pieno Fascismo e poi ha trovato nel suo percorso il sostegno prima del figlio e famiglia e poi del nipote, l'attuale gestore e dirigente dell'attività.
Osvaldo Sacchi dopo aver imparato il mestiere di fornaio si mette in proprio intorno al 1936 in un locale in fondo al viale della Stazione. Nel frattempo è nato da un paio di anni Arnaldo, il primogenito, poi gli altri due figli Benito e Graziella. Superato alla meglio il periodo bellico il forno si trasferisce in centro città, nell'attuale Piazza della Conca. Arnaldo cresce e comincia a dare il suo contributo all'attività e l'azienda progredisce. Appena “svezzato” anche l'altro figlio maschio comincia a collaborare mentre la femmina aiuta la mamma nella gestione della casa e della panetteria.
Siamo arrivati agli anni del boom economico, Arnaldo, che nel frattempo ha messo su famiglia sposando Mirella Giorgieri, aumenta il suo impegno nell'attività mentre l'altro figlio Benito trova lavoro in una delle grandi fabbriche della zona che hanno ripreso in pieno le produzioni. Dunque Osvaldo, Arnaldo ed ora anche Mirella, che si è aggiunta nell'attività malgrado l'impegno della casa e l'arrivo dei due figli, Piero Larry e Annalù, tirano forte. La ditta intravvede il buon futuro per tutti, naturalmente sgobbando, ma nel periodo più bello viene a mancare Arnaldo. Siamo nel 1991, primo smarrimento per l’azienda di famiglia, ma poi bisogna andare avanti.
Ed è in questo periodo che diventa di fondamentale importanza l'energia e la capacità imprenditoriale di Mirella. Anche il giovane Piero Larry, che nel frattempo aveva iniziato ad aiutare nonno, babbo e mamma a impastare e infornare, deve impegnarsi di più e deve abbandonare gli studi universitari. È la mamma che intuisce le potenzialità del forno e la trasformazione anche nella vendita diretta in più punti. Nel frattempo aveva dato il suo contributo anche la giovane Annalù che però è stata spinta a concludere gli studi universitari e ad abbracciare poi una attività diversa.
La panetteria ora è lanciata, ha organizzato molti punti vendita sparsi sul territorio, che vanno da quelli in centro città, a Ronchi, Cinquale, Marina di Massa ( otto in tutto). Ma nel bel mezzo di tutto questo una malattia improvvisa, di quelle che in tre mesi diventano fatali, fanno mancare Mirella. Per qualche mese la ditta vive nel panico: la scomparsa di Mirella è un colpo davvero duro, per gli affetti e per l’attività. M è in questo periodo difficile che emergono le qualità, le motivazioni e gli insegnamenti che hanno seminato prima Osvaldo Sacchi, poi il figlio Arnaldo e la moglie Mirella raccolti ed immagazzinati bene dal nipote e figlio Piero Larry e dai dipendenti.
Ed è dalle sue parole che possiamo avere le spiegazioni del successo di un “miracolo” artigianale massese. «Naturalmente il merito iniziale va al nonno Osvaldo che ha avuto l'idea del forno e la capacità di portarlo avanti - dice un po' commosso Piero Larry- e subito dopo al babbo Arnaldo che ha preso al volo il testimone ed insieme hanno tirato avanti. Poi devo dire che nel primo momento critico decisivo, la scomparsa di mio padre, è stata grande mamma Mirella prendendo in mano la situazione con forza, determinazione e inaspettate doti manageriali. È stata il fulcro. Doveva controllare tutta la gestione produttiva, il personale e di notte la contabilità. Insieme a lei io ho cercato di crescere più velocemente ma sapevo sempre di avere alle spalle la mamma che seguiva e ci proteggeva, tutti. Poi pochi anni fa, l'altro colpo del destino, micidiale. Nel giro di pochi mesi anche la mamma deve arrendersi e ci lascia. Il solco ormai è tracciato, è vero, ma per un po' mi ritrovo in grande difficoltà, mi sono trovato all'improvviso a gestire una cosa molto grande. Come aveva fatto lei – continua Larry- adesso tocca a me pensare a tutto, quasi non dormo niente».
Come ha fatto a tirare avanti? « Lavorando giorno e notte, senza un giorno di sosta. Ma il destino mi riserva un altro aiuto. È quello dei dipendenti. Sono stati encomiabili. Senza di loro non ce l'avrei fatta. Devo ringraziarli enormemente tutti, gli operai, le commesse, senza di loro non ce l'avrei fatta. Io non voglio prendermi nessun merito». Piero Larry è ora l’ultimo della dinastia, «ma ho due figlie di 13 e 17 anni e il lavoro è lanciato per loro, per le loro future famiglie», dice.
Infine una nota particolare a parte la merita il padre di Piero Larry, Arnaldo Sacchi, persona eccezionale conosciutissima ed apprezzata da tutti in città. Arnaldo era un appassionato sportivo. Seguiva molto il calcio ed il ciclismo, collaborava con “ Il Tirreno” nel settore sportivo, aveva fondato “ Massa 70” giornale cittadino dopo che la Massese aveva raggiunto la serie B ( fu invitato ad una delle prime Domenica Sportiva in tv), cosi come aveva partecipato alla fondazione di TeleMontiMare, una delle prime tv privata e collaborava anche con il Corriere della Sera”. Una giornata triste per la città intera fu la sua scomparsa a soli 56 anni. E per passione ma anche per gli organi di informazione con cui collaborava ha seguito tre giri d'Italia.
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