Il Tirreno

Un inno alla vita l’ultimo saluto di Letizia Leviti

Un inno alla vita l’ultimo saluto di Letizia Leviti

Prima di andarsene ha lasciato un messaggio «Nemmeno la malattia deve dominarci»

2 MINUTI DI LETTURA





BAGNONE. «Siamo in onda? Mi ascoltate? Accidenti, non avrei voluto, pensavo di farcela come tante altre volte e invece la vita non la decidiamo noi. Volevo salutarvi con questo messaggio, ringraziarvi e lasciarvi anche un po’ di me. E’ andata così..»

“E’ andata così” dice Letizia Leviti, nell’ultimo saluto per la redazione di Sky Tg con cui ha condiviso tante battaglie e avventure, a volte tenendo un micofono in mano altre al fronte, da corrispondente di guerra.

Questa volta, come dice lei, è stata la vita ad avere la meglio. Letizia si è spenta qualche giorno fa nella sua casa di Bagnone a soli 45 anni. Ieri per darle un ultimo saluto sono arrivati nella frazione lunigianese tanti nomi di spicco del giornalismo e non solo.

Al lavoro Letizia aveva dedicato gran parte della sua vita e nonostante avesse lasciato gli schermi da molti anni, non ha mai smesso di essere una grande giornalista (forse non si può smetterle di esserlo).

«Il lavoro per me è stata fonte di vita. Abbiamo un debito verso i telespettatori, dobbiamo non accontentarli, dobbiamo dire la verità. Ci credono a quello che noi diciamo E noi dobbiamo essere onesti intellettualmente, sempre». E’ un altro spezzone del messaggio inviato agli ex colleghi ma non è così difficile pensare che volesse essere un “Ciao e grazie è stato un piacere” rivolto ad ogni telespettatore con cui ha scambiato uno sguardo al di là dello schermo. In queste ore, dalla notizia della sua morte, si perde il conto dei messaggi di cordoglio. Non vengono solo dal mondo giornalistico, qui, in Lunigiana il rapporto con Letizia andava oltre. Qui aveva il suo cuore. Di Bagnone aveva provato a diventare sindaco. Qui ha scelto di trascorrere le ultime ore della sua vita circondata dall’amore del marito pontremolese Giovan Battista Varoli e dai tre figli, oltre che dai congiunti: «Non trascurate mai le vostre famiglie neanche per il lavoro, il lavoro non deve dominarci. Niente deve dominarci, nemmeno la malattia. Dobbiamo essere liberi, liberi di amare. L’amore è quello che spinge a fare le cose migliori e quando succede una cosa come che è successa a me, è bello essere pieni. Sentire di aver fatto quello che si voleva fare anche pagando un prezzo. Un prezzo che non è troppo alto nei confronti del fatto che la vita è vera. Mi è successo tante volte di pensare “sta finendo” ma mi è successo anche di pensare “Che bella la vita”. Non sono arrabbiata. Ognuno di noi ha un suo percorso. Il mio cerchio, si vede, doveva chiudersi così. Non so se potrà servirvi questo messaggio, però pensateci, bisogna pensarci quando si ha tempo per pensarci». (g.r)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web