Italia
Gaia, «salasso da 5.000 euro ai bar» Confcommercio chiede un tavolo
L’associazione: il costo dell’acqua è quadruplicato in pochi anni, così non ce la facciamo più E chiede provvedimenti a tutela anche delle attività produttive e dei pubblici esercizi
MASSA. La delibera del consiglio di amministrazione di Gaia ha l’obbiettivo - la società lo ha ribadito più volte - di ridurre le tariffe. Con un occhio di riguardo alle utenze domestiche.
Un caso per tutti: il dimezzamento del deposito cauzionale. La sforbiciata è prevista soltanto per le utenze domestiche residenti in regola con i pagamenti negli ultimi due anni. Chi utenza domestica non è, rimane fuori dai giochi. Gli artigiani, i titolari e i gestori - per citarne alcuni - di bar e ristoranti. Eppure - spiegano quei ristoratori e baristi - anche l’acqua che esce dai loro rubinetti è parecchio salata.
Lo conferma Confcommercio che sul tema Gaia esce allo scoperto e chiarisce che se un tavolo si farà, lei a quel tavolo vuole sedersi. A fare il punto sui costi del servizio per i pubblici esercizi sono Nadia Cavazzini, presidente provinciale di Confcommercio e titolare del ristorante “Re Bacco” a Carrara e Giuseppe Pieretti, presidente provinciale dei giovani imprenditori Confcommercio e proprietario dell’enoteca “Pane e pomodoro”, nel cuore di Massa. Partono da una premessa: l’impegno assunto da Gaia, durante l’incontro alle Stanze del Guglielmi, di convocare tavoli con le associazioni dei consumatori e con i servizi sociali per delineare percorsi utili per gli utenti che hanno bisogno di agevolazioni o chiarimenti.
Premessa fatta, Cavazzini e Pieretti tirano le somme: «Riteniamo giusto - e vanno al succo della questione - che ai tavoli di lavoro che verranno convocati prendano parte attiva anche i rappresentanti delle associazioni di categoria».
Poi spiegano che quella partecipazione è motivata dal fatto che con il caro acqua sono alle prese anche gli esercenti: «Ad oggi i costi dell’acqua per le attività commerciali e in particolare per i pubblici esercizi come bar e ristoranti - scrivono in una nota - hanno raggiunto costi esorbitanti». Costi che Cavazzini e Pieretti quantificano: «Fino a quattro volte più elevati rispetto a pochi anni fa. Tanto per fare un esempio concreto, ci sono bar che arrivano a spendere fino a 5.000 euro l’anno, contro - Confcommercio fa il confronto - i 1.200 euro spesi nel recente passato».
Le tariffe vengono definite “sproporzionate: «Appare necessario rimarcare - proseguono i due esponenti di Confcommercio - come tali tariffe, del tutto sproporzionate quasi che l’acqua che esce dai rubinetti fosse messa in vendita, stiano creando enormi problemi ai commercianti».
Insomma, il settore affronta la crisi, cerca di tirare avanti con coraggio, ma non ce la fa a misurarsi anche con le bollette alte: «Ecco perché - Confcommercio tira le somme - riteniamo fondamentale la presenza della nostra associazione al tavolo di confronto di Gaia, in modo così da poter portare all’attenzione della società tutte le problematiche che investono la nostra categoria».
Una richiesta, quindi, di ascolto e di coinvolgimento nelle decisioni rivolta sia alla società Gaia che gestisce il servizio idrico, sia all’amministrazione comunale.
(c.s.)
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