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Il difensore civico gela tutti: «Dalla società non si può uscire»
Lucia Franchini aggiunge: anche uscendo da Gaia, molte questioni rimarrebbero aperte
MASSA. Il comitato “Acqua alla gola” ne ha fatto una bandiera: l’obbiettivo finale deve essere l’uscita da Gaia. Il Comune che della società detiene il 20% delle quote, deve fare un passo indietro e riprendersi la rete idrica e l’impianto di depurazione. Modello gestione diretta.
Questo - ha sempre dichiarato il comitato - l’obbiettivo finale, in attesa del quale “Acqua alla gola” ha scaldato i motori con tanto di decalogo per abbattere i costi delle bollette: «Oggi - attacca - Gaia ci presenta le proposte per contenere le bollette, ma le proposte abbiamo dovuto farle noi cittadini». L’obbiettivo a lungo termine, quello, è tutto in salita. Ieri pomeriggio, durante l’incontro alle Stanze del Guglielmi, a tagliare la testa al toro ci pensa Lucia Franchini, difensore civico regionale: «Da Gaia - spiega ad una platea caldissima - non è possibile uscire perché - motiva - non lo prevedono le norme».
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Il difensore civico regionale non si nasconde dietro ad un dito e ammette che le difficoltà ci sono: «Molte delle commissioni conciliative (per la contestazione delle bollette ndr) riguardano proprio Gaia. È evidente che ci sia un problema di comunicazione con l’utenza che deve essere risolto». Comunicazione e trasparenza: «È inutile pubblicare un bilancio comprensibile solo agli espertissimi, i bilanci devono esser chiari, soprattutto quelli che riguardano società che erogano servizi. È un segnale di crescita culturale».
Margini di azione ci sono, quindi, «ma uscire da Gaia - rincara il difensore di fronte ad un comitato inferocito - non è possibile. E anche se voi ci riusciste - si riferisce ad “Acqua alla gola” - diverse questioni rimarrebbero aperte». Perché - questa l’argomentazione - molte contestazioni mosse a Gaia dovrebbero invece essere mosse ad altri. L’invito è a riconoscere le sfere di competenza: «Ci sono questioni da porre all’autorità idrica toscana, temi da porre all’agenzia nazionale per l’energia e il servizio idrico, temi da porre a Gaia». Temi - per parafrasare - da porre al legislatore. Concetto chiaro: date a Gaia ciò che è di Gaia. Ma l’ipotesi gestione diretta per il difensore non è praticabile.
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