Il Tirreno

Si celebra la messa nella chiesa a Resceto: l’ultima, 4 anni fa

di Giulia Rafanelli
Un momento della funzione
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Un momento della funzione

MASSA.Dopo il terremoto era stata dichiarata non agibile I fedeli hanno raccolto i fondi per rimetterla in sicurezza

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MASSA. «Anna era una paesana molto fedele, frequentava sempre la chiesa, avrebbe desiderato che il suo funerale fosse celebrato qui, nella sua Resceto ma non è stato possibile». Da quattro anni a Resceto i funerali si celebrano in strada, quando possibile. La chiesa è inagibile, anzi: “era inagibile”.

Salendo verso la montagna che sovrasta Resceto è il campanile il primo ad accogliere il visitatore mentre ai rescetini strizza l’occhio, sa di rappresentare per loro qualcosa di più di un simbolo ecclesiale. E’ il faro che indica casa, una casa fatta di strade strette e sassi sotto la grande signora apuana, una casa che accoglie 120 abitanti all'incirca e una buona parte di loro, ieri, ha assistito alla messa per la festa patronale della Signora del Carmelo che ha ufficialmente inaugurato la riapertura della chiesa di Resceto.

Un evento che si era ripetuto a Pasqua ma prima di allora, l'ultima messa era stata celebrata quattro anni fa.

Dopo il terremoto del 2012, con sopralluogo dei vigili del fuoco e della protezione civile del Comune di Massa era stato deciso di chiudere l'edificio per inagibilità. «Ci siamo spostati in canonica, sono due stanze, don Ernesto Zucchini era costretto a fare la funzione lì, funerali e matrimoni per strada» - ci spiega uno dei cittadini che poi ci racconta della signora Anna e di come non sia stato possibile darle l'ultimo saluto nella chiesa attorno alla quale si era svolta tutta la sua vita.

Mentre si celebra la funzione, fuori alcuni bambini giocano, alcuni vogliono dal "chiccaio" un pezzetto di croccante o qualche brigidino. Per loro la chiesa del paese potrà avere lo stesso ruolo che ha avuto per i loro genitori e prima ancora per i loro nonni. Perché grazie "ai grandi" è stata riaperta. «Abbiamo corso il rischio di perderla questa chiesa» - ha detto dal pulpito il vescovo Santucci che ha presenziato la messa insieme a Don Zucchini. Non è stato semplice arrivare al momento della riapertura. Per la chiesa di Resceto era stato avanzato un progetto di recupero definitivo da parte della Curia che però si presentava troppo costoso e di lunga realizzazione. Così si è mosso un comitato di cittadini nato spontaneamente. Hanno svuotato il portafogli, aperto i salvadanai, chiesto un aiuto agli ex paesani, sono andati a bussare casa casa e hanno trovato ad aprire facce amiche che non si sono tirante indietro. Hanno trovato anche due professionisti, un geometra e un ingegnere disposti a mettere il loro nome su un progetto meno corposo, "temporaneo" ma che permettesse di togliere i sigilli di inagibilità alla struttura. Il comitato è riuscito a raccogliere 28mila euro anche grazie ad alcuni generosi finanziatori. Soldi che hanno permesso di mettere in sicurezza il soffitto e le pareti con un'impalcatura a sostegno, ritinteggiare la facciata esterna e rifare il portone che accoglie i fedeli per una spesa complessiva di circa 15mila euro.

Ieri la chiesa era stracolma, solo posti in piedi. Grande la commozione e tangibile la soddisfazione di Don Zucchini di poter parlare ai fedeli dal suo altare. Tra le panche in fondo anche Don Siro Tovani, storico parroco del paese. «Siate tutti Benedetti» - ha detto.

L'impalcatura non è bella ma poco importa, è essa stessa il simbolo della devozione del paese . E' il loro grande risultato. «Certamente l'obiettivo finale dovrà essere un progetto di recupero definitivo - ha commentato Aldo Baldini, presidente del Comitato - la Curia ha promesso che comparteciperà alle spese». L'importante è che nessun'altra signora Anna sia costretta a dare il suo addio alla vita in strada o lontano dalle strade di tutta la sua vita.

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