Il presidio
Veroni (Cia): danni ingenti per la grandine
Ci sono aziende agricole tra Filattiera e Pontremoli che hanno perso tutta la produzione
FILATTIERA. Un vero e proprio scenario di battaglia quello che si stagliato agli occhi degli agricoltori dalle pendici di Filattiera a cavallo con confine pontremolese, tanti troppi danni subìti dai due versanti: intere coltivazioni devastate dalla grandine e dal vento, senza aggiungere lo stress provocato dal repentino abbassamento delle temperature. Sono stati già molti gli incontri tra le amministrazioni, le associazioni di categoria e gli imprenditori agricoli, ma stilare una lista è come redigere un bollettino di guerra, la maggior parte ha subito la perdita del 100% della produzione, altri più fortunati hanno contenuto i danni, pur facendo registrare un 50% del prodotto reso inutilizzabile. Ed è un parametro che attraversa le varie tipologia di prodotti che sono conservati in questa zona molto prolifica dal punto di vista agroalimentare con tanti produttori che hanno scommesso sulle potenzialità del patrimonio lunigianese e che oggi, si sono dovuto inginocchiare di fronte alle imprevedibilità della natura. Vigneti, oliveti e frutteti, che rappresentano le produzioni di nicchia, con alto livello qualitativo, saranno da considerarsi molto ridimensionate rispetto ai dati dell'anno scorso, in alcuni casi addirittura azzerate, con un senso di impotenza che serpeggia tra gli imprenditori agricoli, amareggiati da una sorte così avversa che pare non dare una tregua al settore olivicolo «Dopo la mosca olearia ed una pessima annata nel 2014, un ritorno alla produzione l'anno scorso, quest'anno registriamo una nuova flessione in questo settore dopo un evento meteorologico di questa portata. - confida Maurizio Veroni vicedirettore Cia Toscana-Nord - Insieme al vice presidente Vittorio Marcelli abbiamo fatto visita ai nostri associati ed abbiamo potuto vedere la devastazione nei campi, che significa mesi e mesi di fatica sprecata. Abbiamo incontrato le amministrazioni, che si sono già attivate per richiedere alla Regione lo stato di calamità naturale, apprendendo lo stato di disagio di entrambi i versanti. Stiamo inoltre stilando un report che possa quantificare economicamente i danni subiti e capire come questi possano influenzare, nel prossimo futuro, le produzioni. Fortunatamente non sono stati rilevate situazioni di criticità per quanto riguarda gli apiari, per cui c'è grande ottimismo che la produzione mielifera non abbia subito contraccolpi». (C.B.)
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