Cremazioni, la lista di attesa è infinita
Chi muore al nuovo ospedale ha diritto di accesso all’impianto di Mirteto. Così in pochi mesi il lavoro è raddoppiato
MASSA. Cimiteri cittadini: con l’estate aumentano i disagi registrati per i famigliari dei defunti e la situazione si complica, in questa stagione 2016, a causa del Noa, il nuovo ospedale unico delle Apuane. A Mirteto le attese per le cremazioni dicono siano ormai insostenibili e a Turano la sala del commiato è troppo piena di bare, da rendere impossibile qualsiasi attività, anche quella della preghiera. Le segnalazioni di situazioni poco piacevoli in queste settimane sono arrivate numerose, sia in redazione, sia sul banco della commissione Lavori pubblici che giovedì mattina, riunitasi come al solito alle 11, avrebbe voluto chiedere spiegazioni al vicesindaco Uilian Berti, il quale però, non volendo certo sottrarsi alla discussione, ha semplicemente dovuto passare la palla all'assessore ai servizi cimiteriali Gabriele Carioli.
Con il Noa raddoppiano le cremazioni. «E' vero-dice Carioli- in questo periodo le attese per una cremazione sono cresciute, ma la colpa non è di un disservizio, anzi, il forno crematorio funziona perfettamente e a pieno regime. Il problema -svela Carioli - è che adesso abbiamo un ospedale unico, dove si concentrano tutti i decessi della provincia e, siccome l'ospedale si trova sul nostro territorio comunale, quei defunti hanno diritto alla cremazione in loco».
Ad avallare le parole dell'assessore ci sono i dati forniti dagli uffici comunali che sono effettivamente significativi: nel 2015 su 600 decessi tra i comuni di Massa, Carrara e Montignoso, le cremazioni sono state a Mirteto 351; da gennaio 2016 ( il NOA lo ricordiamo ha aperto ufficialmente a novembre) i cremati a Mirteto sono stati già 533. «Va da sé- continua Carioli -che la struttura non può reggere certi ritmi e che comunque non possiamo aumentare le cremazioni a dismisura; dal 20 gennaio -conclude- ne stiamo eseguendo circa 15 alla settimana».
A prevedere che i cittadini morti al NOA siano cremati automaticamente al cimitero di Massa è lo stesso regolamento comunale cimiteriale, ma questo sta creando un "ingorgo" di salme a Mirteto. Il comune, comunque, lo aveva previsto e avrebbe voluto ovviare al disagio con l'ampliamento del forno crematorio, progetto mai andato in porto, si sa, per motivi economici, visto che gli ultimi lavori hanno potuto riguardare soltanto la sua ristrutturazione, costata circa 130 mila euro.
L’inchiesta giudiziaria. Sembra di poco conto, inoltre, ma lo strascico della vecchia inchiesta sul cimitero di Mirteto, partita nel 2007 con il sequestro del forno crematorio, gli arresti e la scoperta degli orrori che si nascondevano al cimitero, è sempre ben visibile nei cittadini che ogni giorno si recano a trovare i propri cari. Infatti, subito all'ingresso, ancora campeggiano quattro grandi container, contenenti salme in attesa di cremazione, di cui uno è sotto sequestro dell'Autorità Giudiziaria. In questi giorni, però, il container incriminato è stato in parte dissequestrato e gli uffici comunali hanno avuto l'onere di occuparsi di alcuni dei resti contenuti al suo interno per un regolare smaltimento. In quel container c'erano sia salme intere, che resti ossei di vario genere. Al momento l'ufficio smaltirà questi ultimi. Tra i container regolari e le celle frigorifero di Mirteto le salme in attesa di essere cremate possono essere al massimo 54.
Troppe bare a Turano. Non va meglio al cimitero di Turano, dove i cittadini in queste settimane lamentano la presenza di numerose bare all'interno della sala del commiato. Uno scenario non bello da vedere, un accumulo non degno e soprattutto non sano. L'assessore Carioli, informatosi presso i suoi uffici, non ha riscontrato grandi disagi ma afferma che «forse si sono concentrati, in queste prime settimane di caldo estive, più decessi del previsto e, semplicemente, sono aumentati i tempi di attesa in cui la bara sosta nella sala del commiato prima della tumulazione. Vorrei non si creassero allarmismi-continua Carioli-; ben vengano le segnalazioni per migliorare il servizio, ma cerchiamo di non esagerare». Che la stanza del commiato fosse stata sempre piccola, rispetto alle bare che arrivavano a Turano, è risaputo: negli anni le amministrazioni comunali hanno dovuto adeguare l'ambiente con lavori di aerazione e messa a norma, gli ultimi proprio eseguiti dall'amministrazione Volpi: «Abbiamo montato l'area condizionata nella sala del commiato- conferma Carioli- e messo in sicurezza la sala autoptica. Ora tutto è a norma»
La commissione. «Pongo la questione del decoro dei servizi cimiteriali come elemento di civiltà- dice il presidente della commissione lavori pubblici Simone Ortori di Articolo Primo- ; momenti di dolore che devono vedere cornici adeguate in termini di strutture e personale; i container a Mirteto non credo rendano rispetto ai defunti e alle loro famiglie; anche a Turano ci sono criticità nella sala del commiato, piccola e troppo calda. Occorre una riflessione urgente e decisioni chiare. Invito il sindaco Alessandro Volpi ad un sopralluogo con la commissione ai cimiteri cittadini per vedere la situazione con i suoi occhi».
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