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Nca, l’impegno del sindaco: non accetterò licenziamenti
Incontro fra Zubbani, operai e sindacati. La proprietà intanto ha annunciato la mobilità volontaria Si torna a parlare di Fincantieri, questa volta per un possibile accordo per la cessione di commesse
CARRARA. Vertenza Nca, dopo mesi di silenzio, si riaprono i tavoli di trattativa: al termine di una serie di incontri con l'Autorità Portuale prima e con i vertici di The Italian Sea Group poi, il sindaco di Carrara Angelo Zubbani ha avuto ieri mattina un faccia a faccia con i dipendenti del cantiere, preoccupati per la prolungata mancanza di notizie sulle sorti della fabbrica, dopo la conferma da parte della proprietà di una quarantina di esuberi individuati tra gli addetti di Nca incapaci – a detta dell'azienda stessa – di superare i corsi di formazione e dunque di acquisire le professionalità adeguate alle necessità della fabbrica.
Una linea rigettata dai dipendenti che, oltre a contestare la “bocciatura” e lamentare un clima di pressioni e di vessazioni, chiedono il rispetto degli accordi siglati al ministero a iniziare dal mantenimento dei livelli occupazionali.
Le posizioni sono quanto mai distanti anche perchè l'azienda ha già comunicato formalmente ai sindacati di categoria la volontà di aprire una procedura di mobilità volontaria con incentivi all'esodo, senza indicare però alcun numero e questo nonostante il primo incontro sia fissato per oggi. Lo hanno confermato Alessio Castelli e Luisa Pietrini di Fiom Cgil, Michele Folloni di Fim Cisl e Giancarlo Leorin di Uilm Uil chiedendo all'unisono una risposta compatta del territorio a difesa dei posti di lavoro.
«Non accetterò alcun licenziamento, quello che dobbiamo fare è assicurarci che chi resta dopo la mobilità volontaria sia garantito» ha spiegato Zubbani, annunciando la volontà di un organizzare un confronto a tre – azienda, amministrazione e sindacati – sul futuro a medio-lungo termine di Nca, in un ragionamento che vada oltre la scadenza di fine anno.
Due le obiezioni sollevate dai lavoratori e dai sindacati: la prima è che le mobilità più che volontarie siano indotte, sia dal pessimo clima che si respira in azienda, sia dalla prospettiva che a fine anno, scaduti gli accordi, la proprietà proceda comunque a una serie di licenziamenti; la seconda riguarda la mancanza di carichi di lavoro e lo smantellamento della linea produttiva del settore navalmeccanico (pari al 35% del fatturato, secondo fonti Nca) che impedisce di acquisire commesse sopra i 100 metri, quelle più richieste sul mercato.
Anche per questo i dipendenti hanno chiesto di nuovo a gran voce la ridiscussione della concessione trentennale affidata a The Italian Sea Group: su questo il passaggio decisivo arriverà già la prossima settimana, con una riunione ad hoc del Comitato Portuale durante la quale il presidente dell'Autorità Portuale Francesco Messineo riferirà del report sul piano industriale consegnato dall'azienda.
Zubbani ha lasciato chiaramente intendere che in caso di mancato rispetto degli impegni, gli enti potrebbero optare non tanto sulla riduzione della durata della concessione quanto su una ri-perimetratura dell'area concessa, con una riduzione degli spazi assegnati al gruppo di Costantino e la messa a disposizione delle superfici a nuovi imprenditori. Anche perchè, secondo i rumors, potrebbero esserci marchi importanti – leggi Baglietto – interessati al bacino Nca.
Ma c'è un altro fronte sul quale il sindaco si è impegnato a spendersi, sollecitato proprio dalle tute blu e riguarda, ancora una volta, Fincantieri: il nome del colosso della navalmeccanica, che ciclicamente rispunta nella storia della vertenza Nca, è stato tirato in ballo questa volta sulla base di un possibile accordo per la cessione di commesse e questo perchè, secondo i lavoratori, The Italian Sea Group sarebbe “scarico” di lavoro.
«Sonderò di nuovo la strada Fincantieri ma per ora non facciamoci illusioni» ha tagliato corto Zubbani.
Insomma la partita è quanto mai aperta, il tempo a disposizione non moltissimo: l'obiettivo dichiarato è quello di impegnare il patron Costantino a rinunciare agli esuberi e non ridurre più il battente occupazionale del cantiere, magari con un documento firmato nero su bianco. Il tutto, prima della scadenza dell'accordo siglato al Ministero, fissata per fine anno e questo perchè in caso contrario dal primo gennaio 2017, la proprietà dei Nuovi cantieri Apuani avrà le mani libere.
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