Il Tirreno

Gli anti Gaia scrivono al prefetto: ci aiuti

Gli anti Gaia scrivono al prefetto: ci aiuti

Carlo Casotti chiede un incontro. E sull’accusa di fare politica, Fruzzetti replica: siamo sorpresi

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MASSA. Carlo Casotti, del comitato “Mo Basta” di Alteta, è in prima fila nella battaglia anti Gaia: prende carta e penna e scrive al prefetto. Chiede un incontro, vuole illustrare nel dettaglio la questione acqua e la battaglia del comitato: «Vogliamo portarla a conoscenza di un problema che sta investendo la città e che - illustra Casotti al prefetto - rischia di essere alla base di un vero e proprio scontro sociale. A Massa - spiega - sono state raccolte, fino a questo momento, 18.000 firme contro la società di gestione dell’acqua, Gaia spa. Sono già state fatte due manifestazioni di piazza molto partecipate e - Casotti ripercorre il lavoro di “Acqua alla gola” - il 20 luglio vi sarà un incontro tra il sindaco, Gaia, il comitato che ha raccolto le firme e il difensore civico regionale per siglare un protocollo d’intesa che porti al taglio delle tariffe. Apprendiamo - ed entra nel vivo - che la società e il suo neo presidente stanno richiedendo un mutuo di 140 milioni per far fronte, in parte, ai debiti della società e, in parte, a nuovi investimenti. La concessione di questo mutuo servirà a tenere in vita Gaia per altri 20 anni e, in caso di fallimento, il mutuo ricadrebbe sui Comuni soci, quindi sulle tasche dei cittadini. Per questo - sintetizza Casotti - la concessione del mutuo, rappresenta una sfida contro la lotta dei cittadini che hanno tolto la loro fiducia a Gaia e chiedono una ristrutturazione della società, limitata ai comuni di Massa, Carrara e Montignoso, oppure la creazione di una società di gestione dell’acqua del solo comune di Massa».

Casotti chiede quindi un incontro «per una prima discussione che possa contribuire ad un rasserenamento del clima e che possa aiutare i cittadini a conservare la loro fiducia nelle istituzioni».

Del resto il clima è parecchio caldo e lo confermano le parole di Mauro Rivieri, presidente dell’associazione “Massa La Città nuova” che accusa il comitato “Acqua alla gola” di essere politicizzato. La risposta è affidata a Galeano Fruzzetti che di quel comitato è un promotore: «Non possiamo non rimanere sorpresi da parole che hanno come unico scopo quello di denigrare un movimento e i suoi portavoce. Ribadiamo con forza la trasversalità del movimento, ci piace pensare che un po’ dell’enorme consenso che sta riscuotendo sia dovuto anche alla garanzia di onestà morale dei suoi portavoce». Poi l’annuncio: «Il comitato ha deciso di dare vita ad un organismo organizzativo nuovo che ci piace definire assemblea consultiva dei cittadini. Potranno farne parte tutte le donne e gli uomini che vorranno portare il loro contributo di idee o essere aggiornati sulle fasi della nostra protesta civile».

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