Il Tirreno

Tu salvi un palazzo storico Il Governo ti sconta le tasse

Massa aderisce al progetto Art Bonus per il recupero del patrimonio culturale Tra i primi beni da finanziare ci sono la casa socialista e il teatro dei Servi

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MASSA. Che le amministrazioni non abbiano la forza - o comunque fatichino - a mettere in piedi stagioni teatrali ed eventi, mostre e calendari, è un’evidenza. Ecco quindi che il ruolo dei privati, delle imprese, delle fondazioni, diventa sempre più rilevante soprattutto nel recupero degli edifici storici. E per motivare quei privati a dare contributi alla cultura, il governo ha concepito Art Bonus che consente un credito di imposta pari al 65% dell’importo donato a chi effettua erogazioni a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano. Ogni cittadino, fondazione o azienda, potrà diventare mecenate, recuperando dalle tasse versate il denaro investito nella ristrutturazione di un bene storico-artistico-culturale secondo un progetto definito nel dettaglio e inserito nell’omonimo portale nazionale.

Il Comune di Massa, primo in provincia, ha recepito la normativa nazionale e adottato gli atti necessari ad inserire alcuni progetti di recupero del patrimonio nel nuovo portale promosso dal ministero dei beni e delle attività culturali. Massa ha anche adottato lo strumento parallelo all’art bonus, quello cioè della sponsorizzazione che, sempre in cambio di benefici fiscali, invita a “sponsorizzare” un progetto culturale rispondendo a specifici avvisi che verranno presentati e pubblicati di volta in volta dall’amministrazione.

A presentare i nuovi strumenti per la ricerca di fondi a sostegno della cultura e ad invitare ufficialmente i cittadini, le fondazioni o le aziende, a consultare il portale per investire nel recupero di un bene “made in Massa”, sono il sindaco Alessandro Volpi, con il capo della segreteria Mauro Fiori, l’assessore alla finanze Giovanni Rutili e il dirigente settore cultura Maurizio Perna.

«Le risorse degli enti locali sono sempre meno - ha commentato il sindaco - e il timore è che si crei sofferenza nel settore della cultura per cui diventa necessario individuare nuovi strumenti per finanziare i progetti in essere. Con Art Bonus si possono finanziare infatti progetti immediatamente cantierabili o in via di realizzazione ottenendo in cambio vantaggi fiscali e una ribalta pubblicitaria di livello nazionale».

Un primo pacchetto di opere finanziabili con Art bonus riguarda due importanti progetti per Massa: la sistemazione del teatrino dei Servi e la ristrutturazione della Casa socialista di Forno. Nell’elenco dei beni culturali da “salvare” e che potranno essere inseriti nel Portale figurano anche il castello Malaspina, il palazzo Bourdillon e la Filanda di Forno. Sulla Villa della Rinchiostra, riguardo alla collezione Guadagnucci, l’amministrazione pensa invece al bando di sponsorizzazione. La Giunta ad adottato una delibera ad hoc e stilato un elenco inserendo il teatro Guglielmi e le Stanze, la biblioteca civica per gli eventi, il museo della Resistenza, il rifugio antiaereo della Martana, il museo di archeologia industriale della ex Filanda, Palazzo Nizza, e l’Ugo Pisa. Art Bonus è quindi lo strumento che segna un’ inversione di tendenza in materia di deducibilità fiscale e che, volendo, consentono di coniugare una strategia di promozione aziendale a favore del patrimonio pubblico ad un impegno etico volto alla salvaguardia dell’interesse comune.

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di Redazione web