Il Tirreno

Violenza sulle donne, Massa dice no In centinaia al corteo

di Giulia Rafanelli
Violenza sulle donne, Massa dice no In centinaia al corteo

Grande successo per la “Notte dei drappi rossi" E adesso anche in città c’è una “Rete antiviolenza”

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MASSA. Anche le illuminazioni in piazza Aranci venerdì sera erano rosse per la "Notte dei drappi rossi", la notte in cui Massa ha detto no alla violenza sulle donne.

In tanti, forse più di un centinaio hanno aderito alla prima iniziativa della "Rete antiviolenza donne" e hanno sfilato per le vie del centro indossando maglie e fasce rosse. E così, da via Alberica fino a piazza dei Narcisi all'ex mercato coperto si è formato un serpente rosso di striscioni e persone, uomini e donne, ragazzi e ragazze, insieme contro il femminicidio. Quella di venerdì è stata l'iniziativa che, in qualche modo, ha tenuto a battesimo la nascita della rete antiviolenza di Massa fortemente voluta dalla giornalista Angela Maria Fruzzetti e alla blogger Barbara Giorgi. «Abbiamo avuto grande supporto anche da altre città - ha commentato Barbara Giorgi - su Facebook abbiamo creato una rete vasta ma non vogliamo che resti soltanto una rete virtuale, siamo qui stasera per trasformarla in una rete reale». Una ragnatela di aiuti e mani tesi per aiutare le donne vittime di violenza, soprattutto domestica, a denunciare, a smettere di colpevolizzarsi, a ricominciare. A sentirsi meno sole. Una rete che a Massa fino a ieri mancava ma di cui è innegabile ci sia bisogno: «Nel 2015 - ha spiegato Vanna Del Frego del Centro antiviolenza Sabine di Montignoso - alla nostra associazione si sono rivolte almeno quindici persone, di cui due uomini. Non sono rari i casi dove la "vittima" è l'uomo. E’ un tipo di violenza diversa, non fisica ma psicologica spesso esercitata con il ricatto della sottrazione dei figli». «Purtroppo casi di violenza domestica sono in aumento anche nella nostra provincia - ha detto l'assessore alla Pari Opportunità del Comune di Massa, Elena Mosti, in piazza con un drappo rosso legato in vita - ma il fatto che adesso siano denunciati, è un grosso passo avanti». Come accennato, hanno sfilato nel corteo anche molti uomini: «Dobbiamo essere i primi a scendere in strada» - ha detto Nicola Cavazzuti, uno di quelli che in strada è sceso.

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