Il Tirreno

Italia Nostra: spostate quella scogliera

Per l’associazione ambientalista, il “pennello” alla sinistra del Frigido causa l’insabbiamento della foce

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MASSA. Dragata la foce del Frigido: i lavori per la rimozione dei cumuli di sabbia deositatisi allo sbocco al mare del fiume sono terminati e la foce è adesso libera. L’operazione lascia tuttavia strascichi polemici. Italia Nostra solleva qualche dubbio: «La sabbia, analizzata dalla Asl, sembrerebbe pulita e quindi è stata portata a copertura degli scogli davanti alla colonia Ettore Motta. In realtà non sappiamo se l'operazione è stata condotta con tutte le garanzie del caso, apprendiamo che i lavori si sono svolti di sera creando anche qualche problema ai cittadini e ai turisti che hanno visto svolger le operazioni di ripascimento come in segreto».

Ma l’associazione ambientalista, guidata localmente da Bruno Giampaoli, solleva anche un’altra questione: «Il problema è – dice Giampaoli – che ogni anno la foce del Frigido deve essere ripulita dall'accumulo della sabbia con gravi disagi e alti costi per tutti noi cittadini. Ma questo problema potrebbe essere risolto. Come? Spostando di qualche decina di metri verso Viareggio, il braccio di scogliera sulla sinistra del fiume». Sarebbe, infatti, questo pennello a provocare l’accumulo di sabbia. Accumulo che non si verificava – sostiene Italia Nostra – in passato, quando quella scogliera era posizionata non in corrispondenza della foce ma alcune decine di metri più a sud.

«Chiediamo al Comune e al Consorzio Bonifica e a tutti gli operatori implicati in questo progetto di ripascimento – dice l’associazione – di voler chiarire i costi dei lavori che ormai si vanno ripetendo da anni senza arrivare mai alla soluzione finale del problema. Ci sono immagini tratte dallo studio idraulico del professor Caniparoli, in cui si vede il braccio di scogliera prima dello spostamento e dopo con l'effetto dell'accumulo della sabbia».

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