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Bandiera blu obbligatoria? No, solo consigliata
Una lettera del Comune ai balneari fa infuriare Brizzi (28 Aprile). E palazzo civico compra 20 vessilli
MASSA. Bandiera blu: quando non c’era, tutti a criticare che nbon c’era. Ora che c’è: ancora critiche. È lite anche sul vessillo della Fee che premia le spiagge ambientalmente più corrette. A scaldare gli animi, una lettera che l’amministrazione ha inviato lo scorso 9 giugno a tutti i balneari. Un “diktat” a leggere bene, in cui si dice, testuale, che «è fatto obbligo agli operatoi di esporre la bandiera blu... di esporre le informazioni sul programma Bandiera blu in modo ben visibile...» più altre prescrizioni riguardanti la pulizia e la tenuta di arenili e bagni. I balneari leggono e saltano sulla sedia a sdraio. «Ci obbligano a comprare la Bandiera blu, ma come l’adesione alla Fee non era volontaria?» Il malumore è sommesso, anche perchè la lettera del Comune, che prima parla di “obblighi”, si conclude con un ben più blando “invito a una corretta osservanza delle norme” e, soprattutto, non prevede sanzioni a chi non “obbedisce”. Ma il consigliere della 28 Aprile (e operatore balneare) Fabrizio Brizzi, rilancia e accusa: «Vogliono imporre a imprenditori privati di acquistare ed esporre la Bandiera blu. È un arbitrio, solleverò la questione in consiglio comunale, se ha il coraggio sia il sindaco e non un dirigente a obbligarci a seguire quelle direttive».
Il fatto, però, è che palazzo civico, accortosi, probabilmete, che quella lettera era eccessiva o, almeno formulata in modo tale da lasciare campo aperto a equivoci, era già corsa ai ripari. Con una seconda lettera ai balneari in cui si spiega che la Fee fissa alcuni “criteri imperativi” la cui inosservanza può compromettere il mantenimento della Bandiera blu. Tra questi criteri, anche l’acquisto dei vessilli, che dovranno essrre issati almeno su 10 spiagge. Ora, il Comune ha già acquistato 20 bandiere, spesa complessiva: 590 euro e così ha ottemperato a quel “criterio imperativo”. I balneari, dunque, non hanno l’obbligo di comprare il vessillo (anche se l’amministrazione lo consiglia caldamente).
Salvataggio in corner e problema risolto, insomma. Anzi, no: c’è spazio per una replica del vicesindaco Uilian Berti: «Il consigliere Fabrizio Brizzi è l’unico su 200 operatori che si è risentito e ce ne rammarichiamo. Appigliarsi a una cosa formale per buttarla in politica e attaccare l’amministrazione su un’iniziativa, la Bandiera blu, che aiuta tutto il turismo ci pare davvero poco utile».c.f.
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