Il Tirreno

Permessi in scadenza albianesi anti Costa tornano in strada

Permessi in scadenza albianesi anti Costa tornano in strada

Le autorizzazioni rilasciate alle ditta valgono fino ad agosto I manifestanti promuovono passeggiata per sensibilizzare

3 MINUTI DI LETTURA





ALBIANO MAGRA. Domani pomeriggio, alle 17, e sabato mattina, alle 10.30, tornano a manifestare gli albianesi che chiedono la chiusura della ditta Costa.

È un po’ di tempo che gli anti Costa non scendono per strada e la nuova protesta servirà loro per tenere il fiato sul collo alle istituzioni, stavolta, in particolare, alla Provincia, in vista della scadenza delle autorizzazioni con cui la ditta Costa può continuare a lavorare in proroga dal 2010, autorizzazioni che scadono ad agosto e che sono di competenza provinciale. Tra l’altro, pare anche che sia la Provincia ad avere ancora in capo la questione Costa e non la Regione, anche se l’aspetto dell’assegnazione delle competenze in materia ambientale, dopo il ridimensionamento delle Province, non è ancora del tutto chiaro.

Ad ogni modo, domani pomeriggio e sabato mattina gli anti Costa saranno nuovamente in strada, con una passeggiata ecologica dalla piazza del monumento di Albiano Magra alla dismessa stazione ferroviaria di Caprigliola, durante la quale sarà effettuato volantinaggio e, inevitabilmente, il traffico subirà rallentamenti. Ricordiamo che, nei giorni scorsi, gli albianesi anti Costa hanno reso pubblici alcuni documenti ricevuti dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana, dai quali emerge che la ditta Costa ha presentato richiesta per lavorare più di 75 tonnellate al giorno di rifiuti finalizzati alla produzione di Combustibile Solido Secondario (CSS), ma, non avendo presentato richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), deve operare entro il limite giornaliero delle 75 tonnellate.

È quanto si può leggere in una nota del 13 giugno, inviata dalla responsabile del dipartimento Arpat, Gigliola Ciacchini, al difensore civico della Regione e ad alcuni esponenti degli anti Costa, nota che replica ad alcune richieste di informazioni pervenute dai cittadini in merito alla presenza di un rivelatore di radiottività, all’esistenza di un idoneo sistema di captazione ed abbattimento delle emissioni gassose e/o delle polveri e alla ragione per cui l’impianto non sarebbe tenuto a richiedere l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Nella nota si fa notare che «l’impianto è fornito di rivelatore manuale di radioattività in ingresso per i rifiuti ferrosi ed è fornito di impianto di aspirazione dotato di filtro a maniche e scrubber», ma, prima di affrontare la questione AIA, si sottolinea che l’Arpat è «un ente di supporto tecnico agli enti competenti in materia autorizzativa (prima Provincia di Massa Carrara, ora Regione Toscana) ed è responsabile dei controlli effettuati e non delle autorizzazioni rilasciate da altri enti».

L’iter autorizzativo della ditta Costa viene definito «complesso», poiché questa «sta operando in base ad una autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Massa Carrara con determina dirigenziale 8766/2005 e con provvedimento n° 10813 del 17/04/2014 è stato attivato dalla Provincia un procedimento di riesame della Valutazione di Impatto Ambientale a seguito della sentenza del Tar Toscana 1815/14: non è noto a questo ufficio - così prosegue la nota - se dopo il passaggio delle competenze alla Regione Toscana, tale procedimento sia tutt’ora in corso».

Gianluca Uberti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani