Il Tirreno

in estate

I balneari di Marina di Carrara frenano sulle feste in spiaggia: rischio vandalismi

di Cinzia Chiappini
Sushi aperitivo in spiaggia
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Sushi aperitivo in spiaggia

Sì alle  serate in zona porto, ma tanti dubbi sul resto del litorale. I titolari dei bagni chiedono garanzie e permessi “caso per caso”

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CARRARA. Mentre l’amministrazione comunale sta perfezionando il nuovo Piano acustico che dovrebbe trasferire il cuore della movida dal centro di Marina all’arenile, i balneari danno voce alle loro perplessità: sì al turismo ma non trasformiamo la spiaggia in un far west.

Le due associazioni di imprenditori balneari di Marina di Carrara rispondono con una fumata grigia al progetto dell’amministrazione di trasformare tutta la spiaggia (o quasi) in una zona di pubblico spettacolo. Dopo tre anni di dibattito politico il piano acustico, lo strumento che dovrebbe rendere operativo il progetto e dunque spostare la movida dal centro di Marina alla spiaggia è ormai pronto e, garantiscono da palazzo civico, potrebbe essere approvato a breve. Il problema è che restano ancora da convincere i diretti interessati ovvero i gestori degli stabilimenti balneari. Sì perché ieri mattina, davanti alla commissione Attività produttive presieduta da Fabrizio Giromella, alla presenza dell’assessore al Turismo Riccardo Coppola, Marco Pardi ed Elena Bottari dell'Associazione degli imprenditori balneari e Sandro Telara, Piero Vatteroni, Walter Fantolini e Michele Pianini dell'Associazione Stabilimenti Balneari, hanno dato ampio sfogo a tutti i loro dubbi sull’idea della movida sull’arenile.

Bene le feste su Largo Marinai d’Italia (al porto, cioè), hanno detto i gestori dei bagni, ma è impossibile pensare di trasformare la spiaggia in una discoteca a cielo aperto. E questo perché, hanno spiegato, ci sono stabilimenti che ospitano strutture ricettive e servono garanzie certe a tutela delle attrezzature degli stabilimenti. «Serve una valutazione caso per caso su dove consentire le feste in spiaggia e soprattutto serve il rispetto delle regole, con strumenti efficaci in mano agli organismi deputati ai controlli», ha spiegato Marco Pardi, dell'Associazione degli imprenditori balneari, osservando che per monitorare le “emissioni” sonore degli impianti servono dispositivi appositi di cui dispone Arpat - che però effettua solo verifiche sporadiche - ma non la Polizia Municipale, spesso interpellata nelle dispute durante le serate.«Il problema non è solo il livello dei decibel, ma quello che accade durante le feste. Bisogna potenziare i controlli delle forze dell’ordine soprattutto dopo gli eventi perché noi, solo con i nostri vigilantes, non ce la facciamo» ha ribadito Piero Vatteroni, dell'Associazione Stabilimenti Balneari.

Il timore, in sostanza, è che il nuovo piano acustico trasferisca sulla spiaggia non solo la movida ma anche i disagi a essa collegati, che i residenti del centro di Marina conoscono bene. Schiamazzi, risse e atti vandalici che “trasportati” sulla spiaggia, a portata di sdraio e ombrelloni, potrebbero esporre i balneari al rischio di danni da decine di migliaia di euro. Di qui i dubbi pesanti come macigni che le due associazioni hanno sollevato alla soluzione messa faticosamente a punto dall’amministrazione attraversi il Piano Acustico. «Ricordiamoci che abbiamo a disposizione la Caravella uno spazio che una volta recuperato potrebbe dare risposte interessanti anche sul fronte della movida» hanno ricordato i balneari. Per provare a superare queste resistenze i rappresentanti delle due associazioni sono stati invitati a partecipare alle riunioni che si terranno nelle prossime settimane. L’assessore Coppola ha sollecitato i balneari a presentare una sorta di “piano degli investimenti” per capire quali stabilimenti hanno già realizzato o hanno intenzione di realizzare strutture ricettive di cui tenere conto nel Piano Acustico. «Non siamo all’anno zero, bene questa apertura al dialogo» ha concluso l’assessore, annunciando che l’obiettivo dichiarato è quello di arrivare all’estate 2017 con un progetto condiviso.

 

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