Il Tirreno

Giardino curativo, sono partiti i lavori

Giardino curativo, sono partiti i lavori

L’associazione “amici di Serena” realizzerà un padiglione per le cure oncologiche all’aperto

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FIVIZZANO. Partono i lavori per un nuovo padiglione per i degenti con patologie oncologiche nell’ospedale cittadino ad opera dell’associazione Amici di Serena.

Dopo più di tre anni di sperimentazione scientifica, è stato definitivamente raggiunto lo scopo di realizzare un padiglione ecocompatibile permanente e attrezzato per la somministrazione delle cure chemioterapiche in day-hospital all’aperto, nel bel giardino di piante secolari all’interno dell’area ospedaliera. Un modo per consentire a chi soffre di vivere a pieno il rapporto con la natura e di affrontare la cura in un contesto il più possibile piacevole.

Questo espletate tutte le procedure necessarie per l’approvazione del progetto da parte delle istituzioni, dell’azienda sanitaria, del Genio civile e superate le numerose difficoltà burocratiche.

«Il cantiere per la realizzazione dei lavori è ormai aperto- spiega l’associazione di Moncigoli- le attività procedono in modo frenetico, quasi per compensare i lunghi tempi della sperimentazione, effettuata nella tensostruttura provvisoria fornita dalla nostra associazione sotto l’occhio vigile e la competenza medica della dottoressa Paola Pacetti, fortemente convinta dell’efficacia della giardinoterapia, e di una dottoressa psicologa che ha seguito i pazienti oncologici con delicata e calorosa sensibilità».

Il padiglione, concepito e disegnato dall’architetto Raphael Nanti, presidente dell’omonima associazione Onlus, è in legno, strutturato con un corpo chiuso e un terrazzo coperto esterno, e potrà ospitare i pazienti non solo per le terapie chemioterapiche, ma anche per occasioni, da condividere, di incontri culturali, musicali ed altro.

«Il nostro progetto risponde, infatti- spiega Amici di Serena- al rinnovato interesse, in campo medico, per i giardini curativi e alla necessità di una svolta culturale che aspira a migliorare la qualità dei servizi sanitari, nell’ottica di una “presa in carico globale” del paziente. Essere in salute non significa solo assenza di malattia, ma godere di uno stato complessivo di benessere fisico, mentale, spirituale e sociale».

Da questo substrato è partito il progetto del padiglione che è stato possibile completare grazie alla collaborazione dei numerosi sostenitori e alle generose donazioni dei privati, specie in occasione delle più importanti manifestazioni organizzate dall’associazione a Moncigoli:, come il Volerock e Borgarte,per onorare la memoria di Serena.

Marco Landini

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