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Crollo via Carriona, consulenti difesa al contrattacco
CARRARA. Parlano i consulenti di parte al processo per la palazzina crollata il 2 novembre del 2010 in via Carriona. Alla sbarra cinque persone fra professionisti e dipendenti comunali. L’ipotesi di...
CARRARA. Parlano i consulenti di parte al processo per la palazzina crollata il 2 novembre del 2010 in via Carriona. Alla sbarra cinque persone fra professionisti e dipendenti comunali. L’ipotesi di reato contestata è di crollo colposo. Gli imputati sono gli ingegneri Pietro Orsini (è difeso dai legali Tolini e Marzaduri) e Nicola Festa (dipendente comunale difeso dai legali Trabucci e Persiani), direttori dei lavori dei lavori di risagomazione dell'alveo del torrente Carrione nel centro storico (lotto Valle). Il dirigente dell'ufficio Opere pubblico del Comune e responsabile unico del procedimento, ingegner Sergio Alteri (difeso dagli avvocati Luca Pietrini e Angelo Tubolino). E ancora, il direttore dei lavori della ditta Coestra, aggiudicataria dell'appalto per la risistemazione dell'alveo del Carrione, Gianluca Dei. E Paolo Fredducci, responsabile tecnico della ditta Abc Generale Engineering, incaricata di eseguire lavori di bonifica bellica nel fiume. E proprio il consulente di Fredducci, l’ingegner Carlo Romei, ha spiegato al sostituto procuratore Alessandra Conforti e al giudice Fabrizio Garofalo perché per quel crollo la condotta del suo assistito non costituisce reato. Al responsabile tecnico della ditta Abc, invece, viene contestato dalla procura che, eseguendo tra il 21 e il 28 settembre del 2010, i lavori di bonifica bellica e realizzando il ripristino di piste nella sponda destra del fiume (fra il ponte di via Apuana e quello di via Cavour) avrebbe demolito il bauletto della fognatura posto in corrispondenza al muro d'argine, vicino all'edificio di via Carriona in cui si è verificato il crollo. Tesi questa contestata dal consulente di parte, che in aula ha dimostrato - secondo la sua ricostruzione - che l’Abc quei lavori li ha fatti come doveva e come era previsto.
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