Il presidio
Tentano rapina a famiglia utilizzando l’ipnotismo
Svolta nell’indagine sullo strano furto di una Jaguar avvenuto in via Carducci Denunciata donna che aveva pedinato le vittime e che faceva movimenti strani
MASSA. Svolta inquietante nelle indagini su quello che sembrava un semplice tentativo di furto di un’automobile, seppur di lusso (era una Jaguar), che si è consumato in via Carducci una settimana fa. Il capo della squadra mobile, Antonio Dulvi Corcione, e i suoi uomini hanno denunciato una persona, dopo aver stretto le manette ai polsi di un malvivente il giorno stesso del mancato colpo. Si tratta di una donna ecuadoriana. Una che ha recitato la parte della protagonista in quello che adesso si mostra come un raggiro. La ragazza - ha meno di trent’anni - si trovava nell’ufficio postale di via Carducci e con la scusa di compilare il modulo di una raccomandata osservava quello che facevano i clienti che erano in coda davanti agli sportelli. Alla vista del gruzzolo che si era fatta consegnare una famiglia, ha deciso di entrare in azione. Ha fatto un cenno al complice per fargli capire di farsi trovare pronto. Ha atteso che le vittime entrassero in auto e, una volta che ha capito che il denaro era stato nascosto nel bagagliaio, ha bussato al finestrino comunicando che l’impiegata che li aveva serviti li stava richiamando perché aveva commesso un errore. Ma mentre diceva queste cose, hanno raccontato le tre persone avvicinate dalla sconosciuta agli agenti della mobile, faceva dei movimenti strani, toccando in qua e là il braccio di chi era al volante. Aspetto questo che la polizia vuole approfondire, dato che il sospetto che volesse usare l’ipnosi è forte.
Ma ipnosi o meno la famiglia di turisti non è caduta nel tranello e non si è mossa dall’auto. Non solo: i tre si sono pure accorti che un altro uomo, con tratti somatici sudamericani, stava tentando di forzare il portabagagli dove poco prima erano stati riposti, per sicurezza, i soldi prelevati. E così si sono messi a urlare tutti e tre, chiedendo aiuto ai passanti. Vistisi scoperti e confusi dalle grida, l'uomo che materialmente stava mettendo in atto lo scasso scappava. Qui l'intervento della polizia che si è messa subito sulle tracce del fuggitivo con una volante, intercettandolo nei pressi di un'abitazione in viale Roma. Nonostante la sua volontà di non collaborare - ha negato di conoscere la donna che stava parlando con gli occupanti della Jaguar - la squadra mobile ha continuato a indagare sull’episodio, avvalendosi soprattutto delle riprese registrate dall’impianto di videosorveglianza. E tempo neppure una settimana, Corcione e i suoi ragazzi sono riusciti a individuare la donna, che aveva dei precedenti e quindi era schedata. Le mancate vittime del furto (o rapina se verrà accertata la pista dell’ipnosi) l’hanno anche riconosciuta da una foto che si trovava in mezzo a tante altre. Insomma, la squadra mobile è andata a colpo sicuro quando si è presentata in casa dell’indagata. In Lombardia.
Le modalità del tentato furto, con l’appostamento nell’ufficio postale, fanno pensare a una banda piuttosto scaltra. Che probabilmente ha già messo in atto, non nella nostra provincia, il trucchetto del palo che osserva cosa succede agli sportelli. Resta da capire però se volevano davvero ipnotizzare quei tre. Da un po’ di tempo, anche nel nostro paese, si sentono storie come questa. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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