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Bufera nella Lega Lollo lascia e accusa «Ci hanno boicottato»
Il candidato a sindaco chiede un incontro con Salvini e annuncia le dimissioni da delegato di Pontremoli
PONTREMOLI. «Basta così me ne vado della Lega Nord. Do le mie dimissioni da delegato comunale del Carroccio». La stanchezza e l'amarezza trapelano dalla voce di Danilo Lollo, recente candidato alla poltrona di primo cittadino, alla guida della lista civica "Pontremoli a destra - Stop agli immigrati" che faceva chiaramente riferimento alle istanze politiche del partito del Carroccio.
Una lista che non si può certo dire che abbia avuto una grossa fortuna visto che si è fermata ad 88 preferenze, pari all'1,89% dei voti validi. Un risultato che comunque Lollo definisce «non certo eccezionale ma comunque ci siamo difesi, visto anche che siamo stati ostacolati ed abbandonati a noi stessi. Dovendo combattere contro tutti e tutto, persino contro il nostro stesso partito».
Per questo Lollo annuncia oggi questa scelta, irrevocabile, di fare un passo indietro rispetto al suo impegno con il partito guidato da Matteo Salvini "invierò a breve le mie dimissioni alla segreteria regionale a Firenze e a quella nazionale in via Bellerio a Milano. Una scelta che davvero faccio a malincuore perché ho sempre condiviso i valori della Lega Nord e nel mio piccolo ho cercato di diffonderli nel contesto locale".
Purtroppo, sostiene Lollo, "in questi mesi abbiamo dovuto subire troppe ingerenze, troppi ostacoli e pressioni". In particolare, sotto accusa di quello che è ormai l'ex coordinatore comunale della Lega Nord, è la segreteria provinciale del partito che, a suo dire, avrebbe fatto degli accordi con la lista guidata dal sindaco Lucia Baracchini, senza alcun coinvolgimento reale con la realtà comunale della Lega.
Tutto questo quando, in realtà, solo pochi mesi prima delle elezioni (siamo ad aprile) dalla segreteria provinciale della Lega venivano spese forti parole di stima nei confronti di Lollo «sotto la guida di Danilo Lollo - commentava allora il segretario provinciale Andrea Cella - si è formato, ormai da anni, un gruppo di lavoro che è pronto ad esprimere i suoi candidati per le amministrative di giugno« ed evidenziando che era possibile che il Carroccio si presentasse da solo all'appuntamento elettorale «siamo disponibili ad un accordo con Forza Italia e Fratelli d'Italia, ma se non dovesse concretizzarsi ci vedrebbe lo stesso in campo col nostro simbolo e la nostra lista». Stima che, evidentemente, si è poi frantumata all'avvicinarsi delle elezioni, tanto che (è storia recentissima) la Lega Nord, almeno quella provinciale, ha deciso di correre a supporto della lista di Lucia Baracchini con la propria candidata Paola Lumachelli ed evidenziando che, dichiarazioni sempre di Cella, «nessun'altra persona, oltre alla Lumachelli, è autorizzata a rappresentare il Carroccio sul territorio pontremolese».
Un chiaro atto di sfiducia nei confronti di Lollo che lo spingono oggi alle dimissioni ed anche alla richiesta di un incontro chiarificatore nientemeno che con il segretario nazionale Matteo Salvini. Ed inoltre, sostiene Lollo, oltre ad un accordo senza il coinvolgimento della realtà locale della Lega, c'è stata anche una campagna di delegittimazione «come l'intervista fatta su di un quotidiano locale da un mio candidato che invitava gli elettori a non votarlo. Un'intervista piena di dichiarazioni false, oltretutto irrispettose perché fatte a pochi giorni dal voto. Tutte amarezze che mi spingono oggi a lasciare il partito. Mi dispiace dover interrompere il percorso, credo positivo, compiuto in questi anni, ma davvero visto le condizioni attuali non posso più restare».
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