«Agli assessori soltanto 500 euro di rimborso»
MONTIGNOSO. Ad aprire la prima seduta del nuovo consiglio comunale montignosino sarà lui: Giuseppe Manfredi. Infermiere in pensione, sostenitore accanito della candidatura di Gianni Lorenzetti, è al...
MONTIGNOSO. Ad aprire la prima seduta del nuovo consiglio comunale montignosino sarà lui: Giuseppe Manfredi. Infermiere in pensione, sostenitore accanito della candidatura di Gianni Lorenzetti, è al suo quarto mandato. Con la macchina comunale si è misurato due volte: delegato allo sport nell’amministrazione Binaglia, ha affiancato l’ultima giunta Buffoni gestendo le deleghe alla cultura, allo sport e alla sanità.
E adesso, forte della sua rielezione in consiglio (per cui rigrazia gli elettori), mentre i giochi sono aperti per un posto in giunta, lui lancia il sasso nello stagno. E certo si aspetta che quel sasso sollevi grandi onde e movimenti - non che ne abbia troppo bisogno - la politica montignosina, ancora in fibrillazione dopo la tornata elettorale. Giuseppe Manfredi, in pieno stile spending review, propone di prendere le forbici e puntare le lame sugli stipendi dei futuri assessori: «A chi comporrà la giunta, io propongo - e si affida i numeri - di rinunciare all’indennità di circa 1.200 euro e di accettare esclusivamente un rimborso spese». Rimborso che Manfredi quantifica: «Ritengo che 500 euro siano una cifra congrua per far fronte alle spese legate all’attività di assessore. Così facendo il risparmio annuo per le casse comunali sarebbe di 60.000 euro».
Ma non finisce qui perché Manfredi prevede anche le argomentazioni degli oppositori: «Qualcuno potrebbe obbiettare che in questo modo, soltanto i benestanti avrebbero accesso alla vita politico-amministrativa, ma io parlo a consiglio già eletto e non mi risulta che in quel consiglio siedano disoccupati. Se così fosse - prevista anche l’eccezione - chi non ha un lavoro dovrebbe mantenere il pieno diritto a tutta l’indennità. Per gli altri, mi pare sufficiente il rimborso spese». Accolta o meno la proposta, Manfredi assicura che, se il suo nome fosse uno di quelli in lizza per la giunta, lui all’indennità rinuncerebbe per accettare i 500 euro di rimborso: «Negli anni ’90 fu Buffoni, a cui rinnovo la mia stima, a ridursi l’indennità».
Sasso nello stagno, ma gettato - spiega Manfredi - a fronte di Comuni al collasso e sempre più in difficoltà per la riduzione dei trasferimenti statali e le entrate ridotte: «Ci sono decine di famiglie in difficoltà, è a loro che dobbiamo pensare. I 60.000 euro risparmiati permetterebbero interventi nel sociale, la priorità è riempire il frigo di chi ce l’ha vuoto». Poi un esempio: «Per organizzare la tradizionale festa della Befana, quest’anno, e non sottrarre soldi al sociale assessori e consiglieri hanno contribuito con 50 euro ciascuno. In un quadro come questo, la priorità è pensare alle famiglie e alle loro necessità».
Chiara Sillicani
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