“Grazie per le buche”: a Forno va in scena la protesta silenziosa
Gli abitanti del paese contestano il sindaco alla cerimonia per il ricordo della strage nazista. Con cartelli e nessuna parola
MASSA. Neanche una parola, niente fischi,nessuno slogan. Tutti zitti: parlano i cartelli.
Va in scena a Forno la contestazione silenziosa. Alcuni abitanti del paese hanno accolto il sindaco Alessandro Volpi e le autorità – salite ieri in paese per la commemorazione dell’eccidio nazifascista del 13 giugno 1944 – con una serie di cartoni con sopra scritto a pennarello eloquenti messaggi. “Caro sindaco grazie per il cimitero già finito grazie per Gaia e il consiglio di amministrazione”, si leggeva su uno di essi. “Sindaco vai a casa” suggeriva sintetico un altro; “grazie sindaco per l’asfalto delle buche sulla strada”, diceva ironico un terzo. Alcuni dei cartelli sono stati appesi sul muro della Casa socialista, altri li tenevano i “dimostranti”, una decina, che al passaggio del corteo e dei gonfaloni sono rimasti impassibili e silenziosi. Forse anche in segno di rispetto per la tragicità dell’evento che le autorità e le associazioni (Anpi, Federazione italiana volontari della libertà, Associazione nazionale famiglie dei caduti e dispersi in guerra, Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra, Associazione nazionale vittime civili di guerra, Associazione Eventi sul Frigido, Parco delle Apuane, Istituto Storico Resistenza Apuana) stavano ricordando.
Con la contestazione a sorpresa di ieri gli abitanti di Forno hanno voluto evidentemente segnalare all’amministrazione civica i problemi del paese. A cominciare da quello del cimitero (i lavori per la messa in sicurezza dopo la frana del 2010 non sono ancora finiti), per finire con quello delle strade dissestate.
Le celebrazioni per il 72esimo anniversario della strage di Forno si è comunque tenuta regolarmente.
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