Il Tirreno

Aeroporto, meno debiti ma il rilancio non decolla

di Sara Lavorini
Aeroporto, meno debiti ma il rilancio non decolla

Il presidente Lino Palla fa il punto a fine mandato: scuola di volo fiore all’occhiello Ma il Comune è in ritardo con il bando di gestione e così ci complica la vita

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MARINA DI MASSA. Dopo quattro anni, il presidente dell’Aeroclub, il dottor Lino Palla, il prossimo 26 agosto, terminerà il suo mandato. In questo arco di tempo l’aeroporto non ha generato nuovi debiti, ma aspetta ancora un vero e proprio rilancio...

Ad agosto scadrà il suo incarico. Se la sente di fare un resoconto di questi quattro anni?

«Naturalmente, è una operazione automatica e indispensabile. La nostra gestione ha inevitabilmente punti di forza e punti di sofferenza. Tra le cose positive ricordo soprattutto il pareggio finanziario e l’assenza di nuovi debiti (in pratica ogni anno si spende qualcosa meno di quello che si mette da parte, con un margine di qualche migliaia di euro). Rimane però un pesante disavanzo economico a causa dei debiti contratti prima del 2012, che stiamo però pagando. Un nostro fiore all’occhiello è la scuola di volo, gestita dall’istruttore Federico Coluccini. L’aereo scuola è un classico CESSNA 152 e la gestione autonoma degli allievi da parte della organizzazione registrata ci consente di abbassare la quota di iscrizione a chi vuole intraprendere questa avventura».

Qual è la situazione attuale dell’area aeroportuale?

«Al momento è affidata ad Aeroclub. Siamo in attesa di un bando di gara con cui il Comune sceglierà il progetto più adatto alla realtà del contesto locale. Se posso essere sincero, questo ritardo nella determinazione di un gestore con più lungo mandato e con un disegno chiaro, ci ha creato qualche problema: Aeroclub, infatti, ha puntato tutto su una veloce assegnazione della gestione negli anni passati, per potere catalizzare e rendere operativi alcuni progetti che erano disponibili e pronti da effettuare. Il passare degli anni da questo punto di vista ci ha indebolito: noi siamo una associazione senza fine di lucro e il nostro bilancio è quello dei soci che pagano una quota di iscrizione. Noi non abbiamo finanziamenti (come gli aeroporti gestiti da ENAC) o da società di gestione in cui partecipa l’amministrazione comunale. Tutta l’organizzazione ruota attorno ad un gruppo di volontari che, da una parte, non possono realizzare utili da reinvestire nell’aeroporto e dall'altra sono tenuti alle formali, onerose regole della amministrazione. Ricordo a questo proposito che a noi, per gestire un servizio di pubblica utilità, ci viene richiesto di pagare un affitto. In pratica siamo per ora un “vaso di coccio” che viene sballottato tra strutture più pesanti che hanno dalla loro finanziamenti statali e nessun onere da rispettare. Per intenderci dobbiamo (giustamente) rispettare gli stessi standard di una società aeroportuale come Lucca, l’Elba o Firenze dove il gestore è ENAC e non un gruppo di appassionati».

Quali sono gli attori della scena aeroportuale?

«L’aeroporto di Massa ha una forte vocazione turistica. La maggior parte dei suoi frequentatori sono piccoli aerei da diporto. Facciamo servizio di scalo anche per gli elicotteri dei personaggi più facoltosi, ma il “core business” rimane il piccolo cabotaggio, che poi è il nerbo del turismo estivo e non solo di Massa. C’è una forte richiesta di accessi da parte di turisti del nord Italia e nord Europa, che vedono nella nostra base una ottima tappa per voli e soggiorni anche nella stagione non estiva: a Massa è sempre primavera praticamente».

Ma si parla quindi sempre e solo di turismo?

«Naturalmente siamo un presidio della protezione civile di primaria importanza: l’aeroporto rappresenta una solida base per il 118, per l’antincendio e un’importantissima valvola di sicurezza in caso di eventi di maggiore importanza: speriamo non se ne debba fare mai uso, ma ricordiamo ad esempio l’aiuto che ha offerto il piccolo aeroporto della città dell’Aquila in occasione del terremoto».

Quali sono i vostri progetti per il futuro dell’Aeroclub?

«Il nostro progetto, non è un mistero, è quello di realizzare una base di “relais” per il turismo non miliardario, quello tipico per intendersi delle strutture turistiche di Massa. È l’occasione per riempire qualche albergo anche d’inverno. La nostra area aeroportuale inoltre, così come è stato in passato (e come avviene ad esempio presso l’aeroporto di Reggio Emilia), rappresenta nei limiti imposti dalla necessità, la garanzia di operatività continua a Pegaso ed un centro in cui accogliere altre iniziative culturali e turistiche. Vediamo insomma una bella porta di entrata per chi potrebbe godere del clima e della bellezza della nostra zona».

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