Il Tirreno

Raccolta porta a porta la partenza slitta a luglio

Raccolta porta a porta la partenza slitta a luglio

In ritardo rispetto alla tabella di marcia che prevedeva l’avvio a giugno L’amministratore Orlandi: entro la fine di agosto servizio esteso alla Ztl

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Ne è passata di acqua sotto i ponti dai tempi in cui ti sbucciavi una mela e, con nonchalance, raggiungevi il bidone della spazzatura e lasciavi cadere bucce e torsolo. Adesso - lo impone il rispetto per l’ambiente e la necessità di ridurre i costi di smaltimento - prima di gettare le bucce devi fermati a pensare e valutare quale sia il bidoncino giusto. Sì perché i resti di frutta vanno nel mastello marrone e non in quello grigio dove finisce, invece, il rifiuto secco e non riciclabile. Colori, bidoncini e pure sacchetti: blu per il multimateriale, gialli per carta e cartone.

Abitudini e stili di vita da cambiare, dunque, anche se, per adattarsi, i massesi hanno ancora un po’ di tempo. Vero che la rivoluzione porta a porta era annunciata per giugno, altrettanto vero che gli intoppi non sono mancati e il risultato è che saremo alle prese con sacchi e bidoni, organico, secco, carta e cartone soltanto - e sempre che nuovi bastoni non si mettano tra le ruote - dai primi giorni di luglio.

Federico Orlandi, amministratore unico di Asmiu, l’azienda che si occupa della raccolta rifiuti, non si nasconde dietro un dito e ammette che «un ritardo di circa due settimane c’è». Ma assicura che passi avanti importanti sono stati fatti e, in particolare - chiarisce - «sono state espletate le gare». La fornitura del materiale per la raccolta è, infatti, stata oggetto di un bando: adesso l’assegnazione c’è e c’è quindi il soggetto che dovrà procurare i mastelli e i sacchi, i contenitori da sistemare nelle aree condominiali e - soprattutto - le isole ecologiche in cui conferiranno i rifiuti i residenti in Ztl.

Il meccanismo della raccolta differenziata (che comunque interessa solo una porzione di città per un totale di 12.000 persone) non è uno ed uno solo, ma varia a seconda delle tipologie di immobili e dell’area in cui sorgono. Chi abita in una casa singola deve provvedere a sistemarsi i due bidoncini (marrone e grigio) e i sacchi (blu e gialli). Quei sacchi e mastelli, riempiti, verranno lasciati oltre la soglia e saranno gli operatori Asmiu a svuotare i bidoni e ritirare i sacchetti.

Chi, invece, abita in un appartamento getterà i suoi rifiuti, a seconda delle tipologie, negli appositi raccoglitori sistemati nell’area condominiale. Tutta altra storia per chi la residenza ce l’ha all’interno della zona a traffico limitato dove l’Asmiu allestirà zone ecologiche mobili. Nei giorni destinati alla raccolta, i residenti getteranno lì i loro rifiuti. Per evitare un conferimento indiscriminato, quelle isole ecologiche saranno accessibili soltanto attraverso l’utilizzo di una tessera che verrà fornita a tutte le famiglie residenti in Ztl.

Il meccanismo delle isole ecologiche è un po’ più complicato: non a caso l’amministrazione ha deciso che la raccolta differenziata partirà dalle aree più esterne della città per raggiungere il centro. I primi giorni di luglio - salvo un nuovo calendario - sarà la volta della Zecca e di una delle aree più abitate della città: i Camponelli. Quindi toccherà a viale Stazione e da lì la raccolta sarà progressivamente estesa fino a raggiungere il cuore della città, il centro storico.

L’Asmiu - parola del suo amministratore Federico Orlandi - punta a partire la prima settimana di luglio con l’obbiettivo di estendere il servizio alla Ztl entro la fine del mese di agosto. Anche perché - il Comune lo ha detto più volte - sono ammessi correttivi, su proposta dei cittadini che dovranno testare il sistema, verificarne l’efficienza e proporre eventuali modifiche.

In ritardo quindi rispetto alla tabella di marcia, ma con la speranza che da luglio parta il rodaggio e nel frattempo l’informazione sia capillare.

Chiara Sillicani

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»