Il Tirreno

lotta al dissesto idrogeologico

Novoa chiede interventi per Montereggio e Casoni

Novoa chiede interventi per Montereggio e Casoni

MULAZZO. Nel contenitore degli oltre 26 milioni di euro per la difesa del suolo che sono arrivati dalla Regione in ambito provinciale, giungono nuove risorse per porre un freno alla fragilità del...

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MULAZZO. Nel contenitore degli oltre 26 milioni di euro per la difesa del suolo che sono arrivati dalla Regione in ambito provinciale, giungono nuove risorse per porre un freno alla fragilità del comprensorio mulazzese, che ha pagato un pesante dazio dall'onda distruttiva dell'alluvione dell'ottobre 2011. Sono stati così stanziati 270 mila euro che verranno investiti nel miglioramento della strada che da Cassana conduce a Pozzo, rivelatasi fondamentale, nel post alluvione, per garantire il collegamento alle frazioni montane come viabilità alternativa.

Il progetto prevede la regimazione delle acqua e il consolidamento dei versanti e questa nuova sessione di cantieri saranno il definitivo completamento di lavori iniziati nel recente passato e messi in stallo in attesa di un rifinanziamento. Opere idrauliche e di ingegneria ambientale che consentiranno di agire preventivamente su un'area che ha dimostrato di essere soggetta a movimenti franosi e di dissesto. Agire in anticipo su una zona critica consente agli enti di risparmiare, visto che i costi di ripristino in caso di emergenza sono di molto superiori rispetto agli attuali. Questo però non è l'unico progetto che Mulazzo ha presentato e che attende una risposta dalla Regione, come conferma il sindaco Claudio Novoa: «Siamo ancora insoddisfatti, abbiamo presentato tanti progetti su cui cercheremo di portare l'attenzione della Regione, in modo da agire preventivamente e consegnare ai cittadini un territorio più sicuro e meglio mantenuto». Tra le progettualità che il municipio ha sottoposto alla Regione ci sono anche il miglioramento della strada provinciale 69, detta dei Casoni, l'intervento di completamento a contrasto del dissesto nel centro storico di Montereggio e la regimazione del Fosso d'Angiola a Groppoli. «Gli interventi da eseguire sono ancora molti - sottolinea Novoa - abbiamo un territorio ampio costituito da 23 frazioni, pesantemente interessato dall'alluvione. Le ragioni del dissesto sono anche da ricercare nella demografia: la popolazione in passato presiedeva le frazioni montane, con un'opera fondamentale di manutenzione e pulizia, legata alle necessità, visto che traevano sostentamento dal lavoro della terra. Nel corso del tempo quest'opera fondamentale è diminuita, provocando i problemi che ben sappiamo».

Le stesse condizioni climatiche sono cambiate, pare che si stia andando verso una tropicalizzazione del nostro microclima, con piogge sempre più violente, contribuendo ad accentuare queste criticità. «Noi abbiamo investito in sicurezza, alcuni interventi sono meno visibili di altri ma solo perché localizzati in zone dove vi è poco insediamento umano. Continueremo a monitorare tutti i progetti presentati in Regione affinchè si continui ad investire sulla sicurezza del comprensorio».c.b.

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