Il presidio
È salvo l’ufficio postale di Canevara
Il Tar di Roma accoglie il ricorso del Comune: no alla chiusura, non ci sono motivazioni valide
MASSA. L’ufficio postale di Canevara è salvo: lo ha deciso il Tribunale amministrativo del Lazio cui ha presentato ricorso l’amministrazione comunale. Palazzo civico chiedeva l’annullamento degli atti con cui Poste Spa ha definito un piano di razionalizzazione e disposto la chiusura dell’ufficio montano. Chiusura che la società aveva fissato per il 7 settembre scorso. Palazzo civico, però, ha detto no e ha messo al lavoro il suo ufficio legale: un ricorso dettagliato presentato al Tar di Roma. In attesa della pronuncia sul merito, il Comune, per scongiurare l’ipotesi chiusura, ha chiesto una sospensiva. Ha chiesto cioè che gli effetti prodotti dagli atti di Poste spa sulla cessazione attività a Canevara, fossero, appunto, sospesi. Richiesta accolta dal tribunale proprio nel settembre scorso. L’ufficio ha, quindi, continuato ad erogare i suoi servizi.
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Poi ieri, con la sentenza 6711, la sezione terza ter del Tar del Lazio ha accolto il ricorso e annullato l’atto con cui le poste disponevano la chiusura dell’ufficio. In particolare, secondo la giustizia amministrativa, l’atto - si legge in sentenza - «non reca una motivazione idonea... ad illustrare le ragioni della chiusura». Ragioni della chiusura che, secondo il Tar, sono state affidate a «locuzioni neutre e tautologiche praticamente valide in ogni occasione e comunque basate solo sull’esigenza di far fronte ai diminuiti finanziamenti con nessun riferimento all’interesse pubblico specifico della collettività». Per il Tar, quindi, l’unico motivo della chiusura sarebbe il taglio della spesa. La decisione del Comune, rappresentato dagli avvocati Francesca Panesi e Manuela Pellegrini, di ricorrere alla giustizia amministrativa si fondava su numerosi atti normativi, europei e nazionali, che disciplinano il servizio postale universale e l’uguaglianza dei cittadini. Insomma - questo è il concetto - chiudere uffici significa creare distinzioni tra utenti di serie A (meglio serviti) e utenti di serie B (penalizzati). Il ricorso per Canevara, in particolare, motivava l’esigenza dell’ufficio con dati anagrafici sul numero degli abitanti nel versante montano. Residenti con una età media elevata che quindi raggiungerebbero con estrema difficoltà gli uffici postali centrali. Per il sindaco Alessandro Volpi «è un risultato importante per la garanzia dei servizi e la qualità di vita nei paesi di montagna».
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