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“Spesine pazze” in Comune, altra condanna

“Spesine pazze” in Comune, altra condanna

Podenzana, la Corte dei Conti impone a un’impiegata il risarcirmento di 327 euro per l’acquisto irregolare di cellulari

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PODENZANA. Un’altra condanna della Corte dei Conti per le “spesine pazze” al Comune di Podenzana. E stavolta si tratta dell’acquisto – che risale al 2008 – di tre telefonini cellulari da parte dell’amministrazione utilizzando fondi economali d ell’ente per un totale di 327 euro. Ebbene, secondo i giudici della sezione giursdizionale toscana del tribunale “erariale”, tali acquisti non poteva essere effettuata dall’economo, «in primo luogo perchè non si tratta di spese d’ufficio e in secondo luogo perchè non si tratta di spese di non rilevante ammontare» (che arrivano fino a 100 euro). Inoltre, secondo la Corte dei Conti, «la spesa appare illegittima non essendo stati indicati i destinatari dei telefonini». Secondo quanto accertato dalla procura della Corte dei Conti, infatti, soltanto per uno dei tre cellulari era stato indicato, negli atti del comune, che il destinatario del bene era un assessore, mentre per gli altri due non era indicato alcun destinatario.

Da qui la sentenza di condanna, che impone alla dipendente dell’economato del Comune di allora il pagamento di 327 euro, cifra che comprende anche gli interessi e la rivalutazione monetaria.

Non è questa la prima condanna che riguarda l’uso illegittimo di risorse pubbliche al Comune di Podenzana. Il mese scorso la Corte dei conti aveva ordinato alla ex economa il risarcimento di 199 euro, più 32 per le spese legali, per vari pranzi (sette in tutto) consumati dal sindaco Riccardo Varese assieme ad altre persone nel corso del 2009. Pranzi frugali da quanto emerge dalla sentenza: 50 euro per 5 coperti; 60 euro per 4 coperti e così via. Una media di 10 euro a coperto. Un particolare che non ha avitato gli strali della Corte che ha ravvisato un’irregolare rendicontazione di quelle spese e ha stabilito che non potevano rientrare tra le spese di rappreentanza. In quell’occasione, dopo la sentenza, il sindaco Riccardo Varese, l’assessore alle Finanze Claudio Baldassini e il vicesindaco Donato Castellini si impegnarono a pagare la cifra contestata alla dipendente. «Non voglio criticare l’operato della Corte dei Conti, ma la mia ragioniera - disse in quell’occasione Varese - è una persona seria e competente e mi dispiace che sia stata tirata in ballo. La colpa davvero non è sua, semmai dei rappresentanti istituzionali, quindi ci impegnamo a risarcire questo enorme buco alle casse comunali».

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