La Lega dei cavatori firma il Patto sociale
Nominato il direttivo della nuova associazione Onlus: «Stanchi del sindacato, vogliamo riaprire il dialogo con la città»
MASSA. Andrea Vannucci, Emanuele Zaccagna, Carlo Basteri, Mirco Biggi, Andrea Del Sarto, Riccardo Franciosi, Gianluca Volpi. Sono tutti cavatori e sono i membri del Consiglio direttivo della neonata Lega del Cavatore, eletti dalla sua Assemblea. La Lega del Cavatore Associazione di Promozione Sociale Onlus nasce con la sottoscrizione da parte di circa 60 cavatori di uno Statuto o meglio, di un Patto Sociale, come preferiscono precisare i soci-fondatori, «per sottolineare il patto fraterno e di sangue che ci unisce» spiega Andrea Vannucci, il neopresidente dell'associazione.
«Siamo partiti in 7 un mese e mezzo fa - prosegue Vannucci - poi siamo diventati 15, poi 30: è stato un passaparola che ci ha permesso di crescere e diventare sempre più numerosi». Infatti all'appuntamento che si sono dati per leggere, discutere e sottoscrivere il Patto Sociale sono arrivati circa in una sessantina: tutti cavatori, facce spaccate dal sole e braccia abbronzate.
E a fine serata quasi tutti aderiscono all'associazione. Un'associazione quella della Lega, che prende vita sulla scia di un malessere che serpeggiava ormai da tempo nell'ambiente operaio delle cave e di un forte senso di sfiducia verso il sindacato: «Non ci sentiamo più tutelati dal sindacato, ci sentiamo abbandonati - dice il presidente Vannucci - con il contratto integrativo del 2014 ci hanno dato una miseria! E gli ultimi fatti di sangue che sono successi poi, ci hanno dato la spinta decisiva in questa direzione: siamo stufi di una rappresentatività che non ci rappresenta più. Vogliamo ridare voce agli operai».
Ma la Lega non si rivolge solo al mondo dei cavatori anzi, si propone di aprire una finestra di dialogo con e per tutta la città, permettendo a chiunque voglia di iscriversi «perché uno degli scopi della Lega del cavatore è di ritrovare quello spirito di collaborazione che c'era fin dall'inizio del secolo scorso tra cavatori e città. Il cavatore ha sempre avuto un legame forte con la sua città e noi intendiamo riallacciare quel rapporto speciale e sociale. E' previsto dal nostro statuto: in quanto onlus potremo destinare le risorse presenti nelle nostre casse per aiutare chi ha famiglia e ha perso il lavoro per esempio» continua Andrea Vannucci. Uno dei progetti a cui la Lega sta pensando è di portare nelle scuole l'esperienza delle cave attraverso la loro testimonianza e i loro racconti, parlando della figura del cavatore «per parlare del nostro sudore, delle nostre fatiche, per spiegare da dove veniamo, delle varie generazioni che si sono succedute alle cave dall'inizio dell'800 fino ad oggi» riprende Vannucci. «L'autorevolezza di un'associazione si determina in base al numero degli iscritti e alla bontà dei progetti che sarà in grado di proporre» conferma infatti anche Luigi Maggiani, l'avvocato che ha aiutato ad adempiere le formalità richieste dalla legge per la costituzione dell'associazione. Ma non solo recuperare un rapporto con la cittadinanza, lo statuto della Lega prevede altri 4 punti cardine: la sicurezza sul lavoro, la condizione del lavoro nelle cave, l'escavazione controllata, il riconoscimento del lavoro usurante.
«Sul tema della sicurezza alle cave si era già aperto un focus nell'ambito della Commissione di inchiesta sugli infortuni sul lavoro di cui sono membro, nel 2014 su mia richiesta - dice a questo proposito la senatrice carrarese Sara Paglini che sta convocando in Commissione i cavatori della Lega perché portino il loro riscontro su quello che è il lavoro in cava - so che dopo gli ultimi incidenti molti di loro hanno avuto una logica reazione e si stanno costituendo in un'associazione come risposta a chi nel sindacato non ha saputo rappresentare le loro esigenze, la loro rabbia e il loro impegno e quindi io ho avanzato una richiesta per avere un'audizione con loro. Certamente l'associazione è un collante che va al di là del discorso sindacale», prosegue la senatrice, che spiega: «Lo scopo della Commissione è riuscire a districarsi in quel groviglio di leggi non solo nazionali ma anche regionali che normano il settore dell'estrazione, per creare un Testo Unico; e chi meglio dei lavoratori può raccontare e fare luce sulle anomalìe che esistono nell'ambiente delle cave per aiutare così il Parlamento a dare il suo contributo legislativo».
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